Nella gara tra l'online e l'offline prevale l'omnicanalità
La dicotomia tra l’acquisto fisico e quello digitale sta venendo meno, grazie anche all’accelerazione dovuta al Covid, per lasciare spazio all’omnicanalità. È questo uno dei tanti risultati a cui sono giunti alcuni focus group condotti dalla Fondazione Politecnico di Milano insieme a Personalive, per dare un supporto nella concezione e nel piano di lancio della piattaforma digitale Prezzo.it.
L'analisi, condotta su un campione composto in parte da residenti nel capoluogo lombardo e in parte da city user, di età e genere differenti, ma accomunati tutti dall'essere alto acquirenti online, ha evidenziato numerosi nuovi trend, come ad esempio il fatto che nel settore fashion sono ormai i social network e, in particolare Instagram, l’ispirazione per la ricerca di un capo e non più le tradizionali vetrine dei negozi.
Rimangono invece determinanti alcuni fattori, come il prezzo elevato di alcuni oggetti che spinge l’acquirente a recarsi sul punto vendita per vederli dal vivo e toccarli con mano, oltre ovviamente al ‘coinvolgimento emotivo’ che è evidente nel caso di appassionati di un genere oppure di abiti e accessori per occasioni particolari o da regalare a persone care. Per l’intimo e il make-up, le donne preferiscono invece ancora andare in negozio. La differenza tra i due sessi appare evidente anche nelle diverse motivazioni che portano a concludere il proprio acquisto nel punto vendita: se per i primi la scelta è per lo più determinata dal poco tempo a disposizione e dal fatto che nel negozio di fiducia può essere consigliato dal commesso, per le seconde prevale soprattutto la ricerca di un'esperienza sensoriale da fare da sole senza essere disturbate dagli addetti alla vendita.
Nel complesso, il prezzo resta comunque un driver assolutamente determinante e la comparazione avviene, in un momento precedente, sui canali online. Oltre al prezzo e alla tipologia di prodotto, inoltre, a influenzare la scelta tra canali online e offline, nell’ultimo anno è intervenuto anche il ‘fattore solidarietà’: molti consumatori abituati agli acquisti online, infatti, hanno dichiarato di essersi avvicinati ai negozi di quartiere con l’intento di dare loro un aiuto concreto, perché fortemente penalizzati dalle restrizioni imposte dalla pandemia.
"Se è innegabile che questa fase del processo di acquisto avviene sempre più raramente in negozio, si evidenzia come per molti, in un momento successivo, il canale online si coniughi con quello offline - spiega Andrea Boaretto, Founder & CEO di Personalive che ha condotto i focus group insieme al suo team - Sebbene il numero degli acquirenti digitali sia cresciuto a dismisura negli ultimi anni per abbigliamento e accessori, gli intervistati hanno mostrato di preferire l’acquisto in negozio". "Dall’indagine è emerso una certa disillusione da parte dei negozianti locali nei confronti dell'uso di un ecommerce proprietario - continua Andrea Boaretto - Sebbene siano consapevoli delle potenzialità di questo strumento, molti hanno abbandonato gli investimenti in questa direzione, soprattutto nell’ultimo anno, caratterizzato da forti danni per mancati guadagni e per l'assenza del contatto diretto con il cliente. Comprendere cosa cerchino i consumatori che gravitano intorno alla propria area geografica è un’informazione fondamentale per i piccoli commercianti".
"Abbiamo ideato Prezzo.it per permettere al negoziante di 'intercettare' consumatore in un momento strategico della sua ricerca online, per poi condurlo a concludere l'acquisto in negozio. Vogliamo proporci come un ponte di contatto tra domanda e offerta e, per rendere questo incontro ancora più efficace, offriamo al negoziante, oltre a una visibilità amplificata, strumenti di supporto e formazione, come report di analisi quotidiani dei comportamenti online dei consumatori, che lo possono aiutare a comprendere meglio le logiche di acquisto e a impostare di conseguenza la strategia di vendita" dichiara Massimo Cortinovis, uno dei founder della società insieme a Simone Cortesi, Direttore Tecnico e Stephen Racano, Responsabile dell’Espansione.
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