Il Consorzio Ecolamp ha chiuso il 2025 con una raccolta complessiva che ha sfiorato le 3mila tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), confermando il proprio ruolo di riferimento nella gestione di questa tipologia di rifiuti, pur registrando un leggero calo rispetto allo scorso anno.
La raccolta è stata realizzata per 2.187 tonnellate attraverso le isole ecologiche e la distribuzione, luoghi di conferimento dedicati ai rifiuti domestici. Sono invece 760 le tonnellate provenienti dai servizi dedicati agli utenti professionali, ambito che continua a rappresentare un pilastro strategico delle attività del Consorzio. A questo proposito, nel 2025, sono state affidate al consorzio 340 tonnellate di pannelli fotovoltaici a fine vita, un quantitativo in crescita, che testimonia l’ingresso in una fase più matura del ciclo di vita degli impianti installati negli anni passati e rafforza il ruolo di Ecolamp rispetto a una tipologia di rifiuto strategica per la transizione energetica. Il 2025 ha segnato inoltre un passaggio chiave nella storia del Consorzio: da marzo scorso, infatti, Ecolamp ha avviato anche la raccolta dei raggruppamenti R1 (refrigerazione), R2 (grandi bianchi) e R3 (TV e monitor), completando così il perimetro dei Raee gestiti.
Nel dettaglio dei raggruppamenti, le sorgenti luminose (R5) hanno raggiunto complessivamente 1.096 tonnellate, di cui 763 tonnellate provenienti dalla raccolta domestica e 333 tonnellate dagli utenti professionali. Particolarmente significativo il risultato del raggruppamento R4, che comprende piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici: nel 2025 ha totalizzato 1.425 tonnellate gestite da Ecolamp, con una crescita particolarmente marcata nei servizi all’utenza professionale (+18%). All’interno di quest’ultima categoria, il contributo maggiore è rappresentato proprio dal recupero e smaltimento dei pannelli fotovoltaici a fine vita, grazie anche al servizio Extravoltaico dedicato.
“I dati 2025 – commenta Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp – raccontano un cambiamento in atto da tempo: diminuiscono i rifiuti legati a tecnologie mature, mentre crescono quelli connessi alle nuove infrastrutture energetiche e, contestualmente, si amplia il perimetro di intervento del Consorzio. È il segno di un sistema che evolve e che richiede competenze sempre più trasversali nella gestione del fine vita delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Italia la raccolta è in significativo ritardo rispetto ai target fissati a livello europeo e, nonostante la tendenza sia in lieve crescita, è evidente la necessità di un cambiamento, per realizzare il quale è necessario agire su diversi fronti”.
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