Nel retail, la continuità operativa passa sempre più dalla capacità di monitorare un’infrastruttura IT complessa, distribuita e interconnessa. Pos, dispositivi IoT, applicazioni cloud, sistemi di pagamento ed e-commerce devono dialogare all’interno di un ecosistema dove anche una piccola anomalia può ripercuotersi sull’esperienza del cliente. Chiara Ornigotti, channel sales manager per l’Italia di Checkmk, ci racconta come la tecnologia stia evolvendo la gestione dell’IT nel retail.
Quali sono oggi le principali esigenze dei retailer moderni in termini di gestione dell’infrastruttura IT, sia per poter ottenere una continuità operativa sia per garantire una customer experience senza frizioni?
Le sfide più grandi per l’IT del retail moderno sono la dimensione, il livello di decentralizzazione e la complessità delle infrastrutture odierne. Prevenire gravi interruzioni, come il blocco dei terminali Pos di un intero punto vendita, rimane fondamentale. Tuttavia, molti dei problemi più difficili si sviluppano gradualmente e possono passare inosservati: un sistema Pos che diventa progressivamente più lento, unità di refrigerazione la cui temperatura aumenta gradualmente o un processo di checkout online che risponde con ritardi.
Con l’interconnessione sempre più stretta tra negozi fisici, piattaforme e-commerce, sistemi di inventario, dispositivi IoT e servizi cloud, un problema tecnico in un’area può rapidamente ripercuotersi su più sistemi e canali di vendita. Il risultato può essere un’interruzione della continuità operativa, un peggioramento dell’esperienza cliente e, in ultima analisi, una perdita di fatturato.
La priorità per una gestione IT moderna è quindi avere una visibilità end-to-end sull’intera infrastruttura, dal sensore presente nel punto vendita fino all’ultimo clic del processo di acquisto online.
Tuttavia, nel retail spesso vediamo ancora sistemi IT monitorati separatamente: uno strumento per l’infrastruttura dei negozi, un altro per i servizi cloud e un altro ancora per le applicazioni. Questo approccio frammentato crea aree non monitorate e rende più difficile avere una visione d’insieme. Inoltre, mantenere più piattaforme di monitoraggio in parallelo aumenta i costi operativi e il carico di lavoro per i team IT.

La vostra soluzione integra il monitoraggio di sistemi eterogenei (Pos, IoT, videosorveglianza, applicazioni cloud): quali sono le principali innovazioni tecnologiche che permettono questa visione unificata?
L’innovazione risiede in un’architettura che unifica il monitoraggio dell’infrastruttura tradizionale dei negozi, delle applicazioni omnicanale e dei servizi digitali. I retailer possono gestire hardware legacy, dispositivi di rete e moderni ambienti cloud in un’unica schermata, senza dover riprogettare la propria infrastruttura IT. Grazie agli agenti, alle Api aperte, a protocolli standard come Snmp e a oltre 2.000 integrazioni pronte all’uso, Checkmk consente di monitorare immediatamente sistemi Pos, dispositivi IoT e servizi cloud.
Un’architettura di monitoraggio distribuita è altrettanto importante, soprattutto per le grandi reti retail. I punti vendita spesso operano con una larghezza di banda limitata: per questo i dati di monitoraggio vengono raccolti localmente, aggregati in una vista unificata e resi disponibili al team IT quando necessario. In questo modo è possibile monitorare migliaia di sedi senza sovraccaricare la rete e garantire la continuità del monitoraggio locale anche in caso di interruzione del collegamento con la piattaforma centrale.
Oltre al monitoraggio dell’infrastruttura tradizionale, i dati di telemetria offrono una visione più approfondita delle operazioni. I team IT non vedono più soltanto che qualcosa non funziona, ma possono capire perché il processo di scansione di una cassa self-service sta rallentando, perché un checkout online è in ritardo o dove si stanno creando colli di bottiglia nell’integrazione con un provider di pagamento.
Passando dal monitoraggio di singoli sistemi a una visione unificata dei processi aziendali sull’intero ambiente IT, i retailer possono accelerare la risoluzione dei problemi e ridurre il tempo necessario per individuarne le cause.
In che modo Checkmk supporta i retailer nel passare da una gestione reattiva a una logica predittiva, anticipando guasti e anomalie prima che impattino sulla customer experience?
Checkmk rende visibili le anomalie in una fase iniziale e avvisa i responsabili prima che si trasformino in interruzioni o siano percepite dagli utenti. Una funzionalità fondamentale è l’analisi dei trend nel lungo periodo: sulla base dei dati storici sulle prestazioni, possiamo identificare quando risorse come lo spazio di archiviazione dei server di cassa o la capacità dei database rischiano di diventare critiche e generare un avviso preventivo. In questo modo i team hanno il tempo necessario per intervenire, soprattutto prima di periodi di picco come il Black Friday o la stagione dello shopping natalizio.
Per i canali di vendita digitali, il monitoraggio sintetico aggiunge un ulteriore livello di visibilità. Test automatizzati simulano azioni tipiche dei clienti, come la ricerca di prodotti, il login o il checkout, verificando che questi processi funzionino correttamente.
Spesso capita di vedere situazioni in cui tutti i server risultano funzionanti, ma il processo di acquisto si blocca comunque perché, ad esempio, un servizio di pagamento risponde lentamente o il servizio click and collect non funziona. Sono esattamente questi i problemi che il monitoraggio sintetico permette di individuare, prima che abbiano un impatto sul fatturato o sull’esperienza cliente.
Automazione e integrazioni sono al centro della vostra proposta: quanto possono davvero alleggerire il lavoro dei team IT retail e dove invece resta ancora un intervento umano imprescindibile?
Automatizziamo l’intero ciclo di vita del monitoraggio, dall’integrazione dei nuovi sistemi alla gestione quotidiana. Una volta collegato un punto vendita, Checkmk rileva automaticamente nuovi dispositivi e servizi, assegna i controlli di monitoraggio appropriati e applica soglie standard collaudate.
Inoltre, più di 2.000 integrazioni pronte all’uso consentono di integrare nel monitoraggio sistemi Pos, dispositivi di rete e servizi cloud di diversi vendor senza necessità di personalizzazioni specifiche. L’auto-discovery dei servizi mantiene il monitoraggio aggiornato anche dopo rollout o modifiche all’infrastruttura.
Le attività ricorrenti possono inoltre essere automatizzate tramite Rest Api, dall’onboarding dei sistemi alle integrazioni con processi di ticketing, Itsm e deployment. Gli eventi possono essere elaborati automaticamente e i workflow avviati senza interventi manuali.
Nella nostra piattaforma SaaS, Checkmk Cloud, le funzionalità basate sull’AI aiutano ulteriormente i team IT a definire le priorità degli alert e ad accelerare l’analisi delle cause.
Va sottolineato, però, che l’automazione non sostituisce gli esperti IT: si occupa delle attività di routine e garantisce che il monitoraggio rimanga coerente e aggiornato, anche su reti di punti vendita molto estese. In questo modo i team IT possono dedicare più tempo a ciò che non può essere automatizzato: analizzare le cause dei problemi, stabilire le priorità e sviluppare continuamente l’infrastruttura digitale del retail.