Il passaggio al multicloud rende inefficaci gli approcci tradizionali dei retailer al monitoraggio dell’infrastruttura
I retailer stanno lottando per tenere il passo con la complessità dei moderni ambienti multicloud che supportano le esperienze omnicanale dei clienti e le applicazioni business critiche. A rivelarlo è un’indagine globale indipendente su 130 CIO e professionisti IT senior responsabili dell’innovazione in ambito retail, condotto da Coleman Parkes e commissionato da Dynatrace.
Gli ambienti multicloud sono infatti fondamentali per creare l’agilità necessaria per accelerare la fornitura di servizi digitali di alta qualità che consentono ai retailer di creare esperienze di acquisto nuove e innovative. Tuttavia, purtroppo, i team IT in ambito retail sono sommersi dai dati e trascorrono ore in attività manuali e di routine per monitorare i loro ambienti cloud.
Più in particolare, i risultati principali che emergono dalla ricerca rivelano che la quasi totalità dei retailer ha adottato un ambiente multicloud per stare al passo con il ritmo accelerato della trasformazione digitale. In media, inoltre, i retailer si affidano a 6 diverse soluzioni per monitorare la propria infrastruttura multicloud.
Il 64% dei rivenditori afferma poi che la moltitudine di strumenti rende difficile ottimizzare le prestazioni della propria infrastruttura e il 91% rende anche noto di aver bisogno di una migliore visibilità e una maggiore comprensione dell’impatto che gli investimenti nell’infrastruttura IT hanno sulla crescita dei ricavi.
Il 60% dei retailer afferma infine che i punti ciechi della visibilità sugli ambienti multicloud rappresentano un rischio per la trasformazione digitale, poiché i team IT si trovano in difficoltà a monitorare l’infrastruttura end-to-end.
Non solo. Ulteriori risultati includono anche che il 63% dei retailer afferma che le tradizionali soluzioni di monitoraggio dell’infrastruttura non sono più adatte allo scopo in un mondo multicloud, mentre il 60% sostiene che la gestione dell’infrastruttura comporta un consumo crescente di risorse IT, poiché i team sono costretti a passare da una soluzione e una dashboard all’altra per ottenere informazioni dettagliate.
Quasi la metà del tempo degli innovatori in ambito retail viene poi sprecato in lavori manuali e di routine per “continuare a far funzionare le cose” nei propri ambienti, creando un notevole spreco di produttività e la perdita di opportunità di guadagno a causa dei ritardi nell’innovazione. E, per finire, più della metà dei retailer ritiene che gli approcci tradizionali di monitoraggio dell’infrastruttura debbano essere sostituiti con una piattaforma in grado di fornire visibilità end-to-end su ambienti multicloud.
“I consumatori di oggi si aspettano che i rivenditori offrano un flusso costante di nuovi servizi digitali che creino esperienze di acquisto più fluide e coinvolgenti”, ha affermato Emanuele Cagnola, Regional Director Italy di Dynatrace. “C'è più pressione che mai per stare al passo con le tendenze emergenti e tenere alla larga i competitorin un settore notoriamente frenetico. Le architetture multicloud sono state fondamentali per consentire ai retailer di tenere il passo con queste richieste, fornendo l’agilità di cui hanno bisogno per innovare più velocemente. Tuttavia, i team stanno lottando per gestire la complessità che questi ambienti multicloud comportano, il che sta richiedendo tempo che potrebbe essere speso meglio per guidare la trasformazione digitale e trovare nuovi modi per soddisfare le esigenze in evoluzione dei clienti”.
“I team IT di vendita al dettaglio stanno affogando nei dati mentre cercano di domare la complessità nei loro ambienti multicloud dinamici”, ha continuato Cagnola. “I team che utilizzano ancora gli approcci di monitoraggio tradizionali sono costretti a dedicare molto tempo all’estrazione manuale delle informazioni di cui hanno bisogno per mantenere efficiente l’infrastruttura IT. I retailer hanno bisogno di un approccio più intelligente in grado di stare al passo con i moderni ambienti multicloud. Combinando osservabilità end-to-end, intelligenza artificiale e automazione, i retailer saranno in grado di permettere ai team di perdere meno tempo in attività poco produttive per tornare a concentrarsi sull’accelerazione della creazione di percorsi omnicanale di qualità elevata e sull’ottimizzazione delle esperienze di acquisto per i clienti”.
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