Come evitare che il consumatore abbandoni un carrello online pieno
E’ pari a 18 miliardi di dollari il fatturato perso ogni anno dagli e-commerce, a causa di carrelli riempiti e poi abbandonati. Secondo dati del Baymard Institute, il 70% degli acquirenti, infatti, abbandona il carrello durante il pagamento, mentre il 26% finalizza l’acquisto nell’e-commerce di un competitor.
I tassi di abbandono del carrello variano a seconda del settore. Secondo i dati raccolti da Salecycle, il tasso globale medio di abbandono del carrello nel 2020 corrispondeva all’81,08%: per i viaggi 87,08%, per la moda 84,43%, nel retail 77,01% e nel servizi 75,8%.
Nel settore moda, il 34% stava “solo dando un’occhiata” e non era quindi ancora pronto a comprare; il 23% ha riscontrato problemi nel processo di spedizione; il 18% voleva confrontare vari prezzi e offerte prima di finalizzare l’acquisto; il 15% ha preferito effettuare l’acquisto direttamente in negozio; il 6% ha abbandonato il sito nella pagina di checkout a causa di limitate opzioni di pagamento e infine il 4% ha riscontrato problemi tecnici.
Per quanto riguarda il turismo, il 39% ha preferito prolungare il processo di ricerca prima di finalizzare l’acquisto; il 37% ha trovato i prezzi eccessivamente alti oppure desiderava semplicemente continuare a confrontare i costi per trovare l’offerta migliore; il 21% voleva continuare a confrontare diversi siti di viaggi; il 13% ha trovato il processo di prenotazione troppo lungo e la procedura di checkout complicata; il 9% ha riscontrato problemi tecnici; il 7% ha riscontrato problemi con al momento del pagamento oppure ha abbandonato il sito a causa delle limitate opzioni di pagamento.
Tra le best practice per evitare l’abbandono del carrello vi sono al primo posto, analizzare le aspettative degli utenti, il loro comportamento nell’utilizzo del prodotto digitale e la loro soddisfazione. Al secondo posto, raccogliere dati quantitativi per avere una visione a 360° dei flussi all’interno del prodotto e infine, sulla base degli insight raccolti, progettare prodotti in grado di coniugare efficienza, efficacia e soddisfazione con un approccio human-centered.
“Per massimizzare le performance del proprio e-commerce, l'esperienza utente deve essere fluida, semplice e rapida, soprattutto quando si tratta di completare i pagamenti - spiega Alessandro Caliandro, Product and Design Lead di Unguess, piattaforma di crowdsourcing per test efficaci e di intuizioni reali - E’ proprio in fase di pagamento, infatti, che molti utenti desistono dall’acquisto, soprattutto da smartphone. Secondo una ricerca del Baymard Institute, il 70% degli e-consumer abbandona da desktop, l’86% da mobile e l’81% da tablet. Percentuali non indifferenti, che devono far capire ai merchant quanto l’attenzione e l’ottimizzazione del sito web sia fondamentale”.
“Sappiamo che le problematiche possono essere sia di tipo tecnico sia di usabilità e ne abbiamo individuate alcune: costi extra troppo alti; necessità di creare un account; consegna troppo lenta; scarsa affidabilità del sito per effettuare il pagamento; check-out troppo lungo o complicato; costi aggiuntivi al check-out; malfunzionamento del sito web; la politica dei resi non è soddisfacente; pochi metodi di pagamento (7%); la carta di credito è stata rifiutata” prosegue Valeria Cruciani, UX/UI Designer ad Unguess.
"Nell'e-commerce la fase di pagamento è sicuramente quella più delicata del percorso d'acquisto perché viene richiesto all'utente di rilasciare i propri dati bancari. È un momento cruciale per la fiducia dell'acquirente verso il sito nel quale sta acquistando" spiega Gloria Ferrante, Responsabile Marketing Italia di PayPlug.
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