Report Nuance: tra i consumatori, cresce la fiducia nel digitale
Di fatto, la grave emergenza pandemica ha profondamente influenzato la vita di tutti, modificando marcatamente anche sia il modo in cui si accede ai servizi che il ruolo della tecnologia per risolvere i problemi quotidiani.
Nuance Communications, player specializzato in innovazioni di Artificial Intelligence conversazionale, ha realizzato una survey, condotta da OnePoll in 11 Paesi a livello globale, per analizzare lo scenario globale post-pandemico e, quindi, individuare ciò che i consumatori, oggi, si aspettano dal customer service dei brand, in modo da comprendere se e quanto le interazioni digitali resteranno la norma e come le imprese possono guadagnare competitività facendo leva su solutions tecnologiche in grado di facilitare una migliore esperienza on line.
Dalla ricerca, emerge che, anche nel post Covid, i consumatori preferiranno interagire con i brand attraverso i canali digitali anziché farlo di persona: in media, si tratta di quasi 3 adulti su 5 (58%) a livello globale, percentuale che, nel nostro Paese, risulta addirittura più elevata, arrivando ad attestarsi al 62%.
Tuttavia, non sono soltanto i consumatori italiani a esser stati influenzati dalla pandemia nella loro attitudine al digitale: difatti, la preferenza per le interazioni digitali con i brand raggiunge il 70% in Messico, seguito dal 66% in Germania e dal 65% in Svezia. In particolare, sebbene soltanto il 28% dei consumatori a livello globale sembra preferire, ancora oggi, la comunicazione di persona con i brand, si evidenzia il 24% che preferisce l’e-mail, il 19% il telefono e il 18% i messaggi di testo, le web chat dal vivo o i chatbot.
Lievemente differenti risultano le preferenze espresse dagli utenti in Italia, dove, rispetto alla media di tutti i Paesi coinvolti nella ricerca, la tradizionale comunicazione di persona riceve un po’ più consensi (+4%), analogamente al messaggio e-mail che ottiene il 30%, ben il 6% in più. Al contrario, gli italiani sembrano apprezzare meno sia l’interazione telefonica che attraverso SMS, web chat dal vivo e chatbot (-5% per tali le opzioni).
Oltre a essere sempre più abituati a soluzioni come i chatbot, gli assistenti virtuali e le App per interagire con i brand, i clienti mostrano anche maggiore fiducia nella tecnologia che li aiuta ad accedere sia alle proprie informazioni personali che agli account on line: secondo la survey di Nuance, difatti, il 50% degli intervistati, oggi, è maggiormente a proprio agio nell’utilizzare i sistemi di autenticazione biometrica nel momento in cui accede ai propri account rispetto a prima della pandemia, con il 47% che preferisce utilizzare lo smartphone per tale tipo di operazioni.
Si tratta di un trend che sembra più che mai confermato nel nostro Paese, dove il 55% degli utenti, ora, sente di avere maggiormente la padronanza della biometria, mentre il 53% sceglie lo smartphone come strumento preferito per accedere ai rispettivi account. Oltre a ciò, il 38% dichiara di avere fiducia nel riconoscimento biometrico (sia vocale, facciale, comportamentale, delle impronte digitali o di combinazioni di questi) più di qualsiasi altro metodo di identificazione: ciò rappresenta un passo significativo in tale direzione, dal momento che, durante la pandemia, gli autori di frodi hanno preso di mira in modo crescente i consumatori finali, sfruttando metodi di autenticazione arcaici quali PIN e passwordche possono essere resi accessibili tramite il dark web per ottenere l’accesso a conti correnti e a fondi personali.
Saverio Ricchiuto, Sales Director, Enterprise di Nuance Communications, commenta: “Complice l’affermazione di nuove priorità da parte dei consumatori, ovvero comodità, velocità e, in ultima analisi, il portare a termine una attività, per le organizzazioni, diventa un imperativo sviluppare strategie per offrire esperienze digitali sempre efficienti ed efficaci, soprattutto, per retailer, banche e aziende di servizi. Da processi di autenticazione sicuri e agili alla gestione intelligente delle chiamate e alla live chat, è importante che la tecnologia sia in grado di indirizzare le esigenze specifiche dell'utente finale, pur garantendo la possibilità di passare a un intervento umano nel momento in cui è richiesto”.
Poi, Ricchiuto sottolinea: “Consolidare queste interazioni richiede un approccio integrato che non solo aiuta un'organizzazione a comprendere l'intento del cliente, ma anche a identificarne le esigenze e a personalizzare la sua esperienza su ogni singolo canale, da quello personale a quello telefonico, fino al web e al mobile. Con la pandemia che sta creando una crescente fiducia, confidenza e preferenza tra i consumatori nell’utilizzo della tecnologia nelle proprie interazioni con i brand, sarà fondamentale che le organizzazioni assegnino una crescente priorità all’offerta di esperienze digitali superiori se vogliono fidelizzare i clienti e rimanere competitivi”.
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