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Technoretail - Ipsos Doxa per Comieco: il packaging influenza la scelte alimentari
La praticità dell’imballaggio influenza il 75%, mentre la tipologia di materiale il 72%
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Ipsos Doxa per Comieco: il packaging influenza la scelte alimentari

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Secondo l’indagine “Stili di vita in trasformazione: gli italiani tra cibo, packaging e sostenibilità”, condotta da Ipsos Doxa per Comieco – il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, la tipologia dei packaging influenza le scelte alimentari di chi fa la spesa o ordina cibo da asporto/delivery e cibi pronti.

Il 98% degli italiani prepara ancora pasti in casa, e per l’83% è pratica quotidiana. Ma il modello si è fatto ibrido. Un italiano su due (49%) utilizza oggi il delivery, quota che tra i giovani di 18-30 anni sale al 73%. Il take-away coinvolge il 63% della popolazione, il consumo on-the-go il 48%. La “triade della convenienza” – cibo pronto da supermercato, take-away, delivery – si è stabilmente insediata nelle abitudini degli italiani, senza scalzare la tradizione ma affiancandosi a essa.

Indipendentemente dalla routine quotidiana, l’imballaggio, a lungo invisibile nelle decisioni del consumatore, è diventato un criterio di scelta consolidato: qualità e prezzo degli alimenti rimangono ancora i fattori determinanti per orientare le scelte di 9 italiani su 10, ma la sostenibilità del prodotto influenza il 77% degli italiani, la praticità dell’imballaggio (richiudibilità e porzionatura) il 75%, la tipologia di materiale il 72%. Carta e cartone, tra i più diffusi nel settore alimentare (dalla gastronomia, al supermercato, al take away/delivery) sono apprezzati per la riciclabilità (48%), sostenibilità (37%) e la leggerezza (29%).

Un dato racconta meglio di altri quanto il packaging abbia cambiato ruolo: il 96% degli italiani legge le istruzioni di conferimento sull’imballaggio, e l’etichetta è diventata la prima fonte informativa su come fare la raccolta differenziata (citata dal 32% degli intervistati), prima di Google (24%) e del sito del Comune (24%). Sul fronte dei messaggi emerge un bisogno di essenzialità: il più efficace è “100% riciclabile”, mentre le certificazioni tecniche o i claim come “carbon neutral” non convincono del tutto.

Stiamo osservando un cambiamento culturale nel rapporto tra italiani e cibo – spiega Alberta Della Bella, senior researcher di Ipsos Doxa Public Affairsl’imballaggio è uscito dall'invisibilità: è diventato criterio di scelta, veicolo di valori, strumento di fiducia. I consumatori premiano la sostenibilità percepita e la comunicazione chiara. La differenziata resta un pilastro del senso civico italiano, stabile da un decennio. È un contesto favorevole per chi innova con responsabilità e trasparenza”.

       
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