A partire dal mese di giugno, Barilla sta progressivamente dotando i suoi vasetti di Pesto alla Genovese venduti in Italia di un QR code in etichetta che consentirà di ripercorrere il viaggio del basilico grazie al sistema di tracciabilità con blockchain.
Il Pesto Barilla alla Genovese, icona di uno dei condimenti più apprezzati della cucina italiana, acquisisce un nuovo livello di sicurezza e affidabilità, grazie al progetto in collaborazione con Connecting Food, la prima piattaforma per la tracciabilità e la trasparenza alimentare nata in Europa. Attraverso la scansione del QR code presente in etichetta – senza scaricare alcuna applicazione e inserendo il numero di lotto riportato sulla confezione su una web app – il consumatore potrà rivivere le diverse fasi del processo produttivo, acquisendo immediatamente tutte le informazioni – sicure e garantite – sugli agricoltori che hanno coltivato il basilico, il luogo di coltivazione e la data di raccolta, e ancora la data e il luogo di produzione di quel singolo vasetto di pesto.
Il progetto è stato reso possibile anche grazie al rapporto di fiducia instaurato con i fornitori, che hanno partecipato in maniera propositiva nel fornire le informazioni necessarie per la tracciabilità. Barilla ha identificato e mappato tutti gli attori della filiera del basilico del Pesto alla Genovese: un processo che ha coinvolto 50 unità operative, 19 aziende agricole e 6 fornitori. Non solo, tra i protagonisti del progetto anche lo stabilimento di Barilla a Rubbiano (PR) che, grazie alla riduzione dei consumi di acqua e al suo riutilizzo nel processo produttivo, è il più grande e sostenibile impianto produttivo di sughi d’Europa.
Tutti i dati raccolti sono stati quindi autenticati in blockchain: le informazioni così acquisite e fruibili dal consumatore sono la prova del costante impegno di Barilla in ottica di trasparenza, per continuare a costruire un rapporto di fiducia con gli amanti del pesto. “Il tema della tracciabilità è sempre più caro al consumatore consapevole – dichiara Matteo Gori, global marketing director di Pesto Barilla – ed è strettamente connesso a quello della sostenibilità. Il QR code in etichetta e la tracciabilità in blockchain ci consentono di essere ancora più vicini ai consumatori, comunicando in maniera trasparente tutta la qualità di una filiera eccellente come quella del basilico italiano, il nostro oro verde, offrendo informazioni sicure e garantite, raccontando chi l’ha raccolto, dove e molto altro”.
Per il 2023 il QR code sarà presente sulle confezioni di Pesto Barilla alla Genovese in Italia, ma il sistema di tracciabilità in blockchain riguarderà presto anche altre referenze, non solo in Italia ma anche all’estero.
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