Secondo i risultati di un esperimento condotto dalla startup Leggimenu.it, gli ordini al tavolo tramite menu digitale creano un aumento dei guadagni di circa il 10% in più per i ristoratori e una migliore esperienza per il cliente rispetto all’utilizzo della tradizionale versione cartacea.
L’esperimento ha visto il coinvolgimento del bistrot Officine Ibba di Roma che per un mese, durante le cene e i pranzi, ha distribuito al 50% dei commensali il menu digitale di Leggimenu.it e al restante 50% il menu classico cartaceo. Al termine del test, nel corso del quale il servizio è stato eseguito allo stesso modo per entrambi i gruppi, sono stati registrati oltre 1.100 coperti, per un importo totale di tutti i tavoli pari a circa 24mila euro.
I risultati emersi evidenziano come il menu digitale di Leggimenu.it, grazie alle sue caratteristiche che guidano e facilitano l’ordine per il cliente, riesca a ottenere una spesa di circa il 10% superiore rispetto agli ordini con menu cartaceo. Nella fattispecie, il bistrot Officine Ibba, che normalmente registra una spesa media per ogni coperto pari a 20 euro, ha incassato 2.200 euro in più su circa 1.100 coperti al mese, equivalenti a un aumento annuo di 26mila euro.
Oltre al test quantitativo, Leggimenu.it ha somministrato ai clienti di Officine Ibba anche un sondaggio qualitativo chiedendo di esprimere una valutazione rispetto alla propria esperienza con il menu digitale. La quasi totalità, pari al 90%, si è ritenuta soddisfatta promuovendo la semplicità e la rapidità di utilizzo del servizio, il suo basso impatto sull’ambiente e l’accessibilità al menu, alle foto e ad altre informazioni utili. Soltanto il 7% ha espresso un feedback mediocre e il 3% si è ritenuto insoddisfatto.
“Questo esperimento ci ha permesso di valutare il nostro lavoro sul campo, senza claim o promesse esagerate – commenta Alessio Marzo, founder di Leggimenu.it – ma cercando risultati concreti. Ciò che abbiamo osservato è che molti ristoranti utilizzano menu digitali in formato Pdf o poco strutturati, che non sempre incontrano le aspettative dei clienti e possono influire negativamente sull’esperienza complessiva”.
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