La ricerca “I costi nascosti della filiera del largo consumo” realizzata da GS1 Italy ha analizzato e quantificato gli extra costi generati dalle inefficienze nella relazione tra produttori e Gdo nell’ambito della logistica.
Dai risultati dello studio – elaborati attraverso l’analisi di 48 casi reali – emerge che nel comparto del fresco gli extra costi rappresentano in media quasi il 15% dei costi logistici totali, mentre nel secco l’incidenza si avvicina al 20%, ma esistono casi in cui gli extra costi risultano più che doppi rispetto ai valori medi del campione analizzato. Un dato che dimostra quanto sia ancora ampio il margine di miglioramento per ridurre i costi logistici di relazione.
L’analisi evidenzia come gli extra-costi nella filiera del largo consumo derivino soprattutto da inefficienze operative e disallineamenti tra produttori e Gdo. Lato Industria, le principali criticità riguardano respingimenti della consegna dovuti a errori di riordino da parte della grande distribuzione, penali per attese dei trasportatori presso i CeDi (centri di distribuzione), rientro di pallet Epal scartati in ingresso, revisioni degli ordini già emessi dalla Gdo e mancato rispetto dei cut-off contrattuali. Vi sono inoltre attività aggiuntive come ripallettizzazioni presso i centri distributivi (addebitate al produttore) e allestimenti di unità di carico personalizzate, che generano costi ulteriori lungo la supply chain.
Lato Gdo, invece, le inefficienze sono legate soprattutto al mancato rispetto delle date o delle fasce orarie di consegna, che comportano la necessità di riorganizzare le attività di ricevimento e incrementare le scorte di sicurezza nei CeDi. Pesano, inoltre, le non conformità rilevate in fase di ricevimento – legate a quantità, tipologia, shelf life residua o qualità del carico – che possono portare al respingimento totale o parziale della merce. Tra le altre criticità emergono l’acquisizione manuale dei dati dei prodotti consegnati per la scarsa integrazione informativa nell’identificazione di colli e unità di carico a magazzino, le attività aggiuntive di movimentazione nei CeDi, la selezione dei pallet non conformi da restituire e le operazioni amministrative necessarie per gestire le discrepanze tra merce ordinata e consegnata.
“L’efficienza della filiera si costruisce attraverso digitalizzazione, collaborazione e misurazione condivisa delle performance – dichiara Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy – solo relazioni integrate, standard comuni e trasparenza dei dati permettono di ridurre le inefficienze, generare fiducia tra gli attori e creare valore sostenibile lungo l’intera filiera”.