Velocità e sostenibilità spingono l'espansione del quick commerce
Il Quick commerce rappresenta la terza generazione del commercio o meglio la nuova frontiera del settore. A differenza dell’e-commerce tradizionale infatti, il quick commerce garantisce al cliente consegne in tempi rapidissimi: da 15 minuti a 2 ore.
Il suo punto di forza risiede in una capillare rete di magazzini a livello locale, in aree limitrofe a quelle d’acquisto. La consegna dei prodotti avviene dunque in tempi rapidi per la vicinanza ai magazzini logistici, per l’uso dei mezzi utilizzati per le consegne che non sono condizionati dal traffico delle grandi metropoli e infine per una tecnologia sempre più consumer-oriented che attraverso i big data, permette un’analisi approfondita delle preferenze del consumatore.
I principali vantaggi del quick commerce, sia per i consumatori che per le compagnie e PMI che si servono di questo strumento sono numerosi, primo tra tutti la velocità delle consegne. Secondo un recente studio di Packlink, infatti, il 44.4% degli italiani ritiene che la velocità sia un'importante discriminante nella scelta di un e-commerce. La velocità è particolarmente importante per la fascia d’età 41-50 anni e 31-40 anni ed è la Lombardia la regione più “impaziente” nel ricevere consegne.
Per quanto riguarda invece l’assortimento, a differenza dell’e-commerce tradizionale, nel quick commerce questo è maggiore rispetto al negozio fisico ma è quello limitrofo alla zona in cui si vive. Attraverso i dark store, il quick commerce riesce a coprire difatti più velocemente e in maggiore quantità le consegne da effettuare. Questo diventa dunque un incentivo anche per le piccole attività locali a partecipare a questo processo, che consente anche di stringere delle partnership tra le piattaforme logistiche e le piccole imprese del territorio, con una democratizzazione del commercio online.
Altrettanto importante è l’impatto del quick commerce sull’ambiente. Sempre scondo l’ultimo studio di Packlink, il 92,29% degli italiani effettua scelte di acquisto considerando il potenziale impatto ambientale di un prodotto o di un servizio e il 45,7% è disposto a pagare un sovrapprezzo fino al 10% per packaging sostenibile. Il quick commerce incentiva inoltre l’uso di mezzi elettrici come e-bike, monopattini e scooter elettrici riducendo le emissioni di CO2 e, proprio per la sua natura, è concentrato in zone geograficamente più ristrette, riducendo la distanza tra magazzini e cliente finale.
“Il quick commerce dunque non solo non segnerà la fine dei negozi di vicinato ma può essere improntato alla sostenibilità ambientale. Questo può avere un impatto non solo per una ripresa ed una crescita di lungo periodo, ma anche per sperimentare nuovi orizzonti e ripensare all’assetto del network logistico. In questo senso il quick commerce sembra essere il futuro del commercio online” ha dichiarato Noelia Lázaro, Direttore Marketing di Packlink.
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