Indagine OpenText: italiani popolo di consumatori eticamente responsabili

Indagine OpenText: italiani popolo di consumatori eticamente responsabili

Pubblicato in Supply Chain 04 Ottobre 2021

I consumatori italiani preferiscono i prodotti di provenienza etica e sostenibile. È quanto emerge da una ricerca condotta da 3Gem nel corso del mese di aprile 2021 per conto di OpenText, su un campione complessivo di 27.000 utenti di Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Italia, USA, Canada, Brasile, Giappone, India, Australia e Singapore.


Secondo quanto riportato dalla survey, difatti, ben il 93% degli italiani sceglierebbe di acquistare preferibilmente da aziende che dimostrano di aver messo in atto strategie di approvvigionamento etico, e, viceversa, oltre la metà (56%) non si rivolgerebbe nuovamente a brand che fossero accusati di lavorare con fornitori non etici. Un trend decisamente in crescita che, prima della diffusione del COVID-19, si attestava all’82%, che mette in mostra un comportamento assolutamente virtuoso, che in Europa è secondo solo a quello degli spagnoli (59%), e supera inglesi (53%), tedeschi (47%) e francesi (46%). L’origine e la lavorazione etica dei prodotti riveste quindi una grande importanza per oltre l'84% dei consumatori italiani, anche se più di un quarto (26%) ammette che questo è diventato un fattore rilevante solo nel corso dell’ultimo anno.
Non solo. 6 consumatori italiani su 10 valuterebbe i brand anche in base a come operano non solo i marchi stessi, ma anche i loro fornitori, e oltre il  90% del pubblico sarebbe disposto persino a pagare di più pur di avere la certezza che un prodotto sia stato ottenuto o lavorato in modo etico. Addirittura, quasi 9 italiani su 10 sono disposti a scendere a compromessi in termini di comodità, come tempi di consegna più lunghi, in cambio della garanzia che un articolo sia di origine o di produzione responsabile. Circa il 76% dei consumatori italiani concorda inoltre sul fatto che le aziende abbiano la responsabilità di garantire che i loro fornitori rispettino un codice di condotta etico. E  più di 7 su 10 ritengono che le aziende che non possono controllare la provenienza delle loro merci e non sanno se i fornitori si approvvigionino in modo etico, debbano ripensare la propria supply chain.
Un andamento, questo, che ovviamente riguarda in modo particolare anche la pratica del commercio elettronico, con più della metà dei consumatori italiani che già si impegnano consapevolmente ad acquistare articoli di provenienza o produzione locale per sostenere le imprese del territorio e ridurre la loro impronta di carbonio. Quasi 9 su 10 credono poi che i rivenditori online dovrebbero indicare chiaramente se i prodotti sono di origine responsabile o meno, ove possibile. L'88% ammette, inoltre, che sapere da dove proviene un prodotto o da dove provengono le parti di cui è composto sia cruciale per l'acquisto. Più di tre quarti dei consumatori, infine ritiene addirittura che il Governo dovrebbe introdurre una regolamentazione che responsabilizzi maggiormente le aziende in materia di approvvigionamento.



"Creare una catena di approvvigionamento etico richiede un certo grado di visibilità su ciascun fornitore", spiega Antonio Matera, Regional Vice President Sales Italy, Malta, Greece & Cyprus di OpenText. "Il consumatore etico, d’altro canto, ha un maggiore controllo sul suo potere d'acquisto. I brand non possono più dichiarare di agire in maniera responsabile se non hanno visibilità sulle loro operation o su quelle dei loro fornitori".

"Per organizzare una supply chain etica, un’azienda deve avere accesso a informazioni affidabili", ha commentato Matera. "Avere visibilità su ogni passaggio non solo aiuta le aziende a soddisfare le aspettative dei clienti riguardo ai processi aziendali etici, ma permette anche di dimostrare come stiano davvero attuando tali pratiche. Implementando un'unica piattaforma di integrazione, unificata e basata sul cloud, le organizzazioni possono digitalizzare il flusso di dati e di transazioni che coinvolgono tutti i soggetti della supply chain, per una completa trasparenza. In questo modo, dopo aver ottenuto la giusta visibilità sui fornitori, è possibile decidere di lavorare solo con chi può effettivamente dimostrare il proprio grado di conformità."