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Analizzati da CheckBonus 200mila scontrini di spesa degli italiani durante l’emergenza Coronavirus

Analizzati da CheckBonus 200mila scontrini di spesa degli italiani durante l’emergenza Coronavirus

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Igor Toscani, CEO di CheckBonus, illustra i risultati dell’analisi realizzata dalla start-up su 200mila scontrini per evidenziare la variazione giornaliera della spesa degli italiani durante il periodo dell’emergenza Coronavirus. 

Attraverso CheckBonus, il nostro strumento di analisi, abbiamo voluto scoprire come si è mosso, giorno per giorno, il valore medio della spesa realizzata dagli italiani durante la pandemia Covid-19. Per farlo, abbiamo analizzato oltre 200mila scontrini realizzati in tutte le più importanti catene GDO e abbiamo cercato di inserire sullo stesso grafico l’andamento dei contagi giornalieri e quello dei contagiati totali in modo da trovare una correlazione tra questi andamenti.

giornaliero

Come si può vedere dal grafico, il valore medio della spesa registrata risultava essere leggermente sotto alla soglia dei 30 euro (media mobile a 7 giorni); con il 23 Febbraio, data del primo decreto che prevedeva la chiusura dei Comuni “focolaio”, abbiamo un primo leggero incremento, che si sgonfia dopo pochi giorni. Come possiamo ricordare, infatti, pochi giorni dopo l’inizio dei contagi, la sensazione generale era di un veloce ritorno alla normalità, spinto anche da comunicazioni media e tentativi di normalizzare la situazione (ricordiamo per esempio il video “MilanoNonSiFerma”).

È con il costante aumento dei contagi e, in particolare, dalla data del decreto “io resto a casa” del 9 Marzo, che il carrello della spesa italiana inizia a diventare più pesante. Lo scontrino medio inizia a crescere, passando da poco più di 30 euro fino ad arrivare a un rallentamento della sua corsa intono al 26 Marzo, quando il numero di contagi giornalieri inizia a stabilizzarsi e poi a calare. In questa data, lo scontrino medio risulta essere di circa 53 euro.

Il grafico sembra mostrare una correlazione tra il rallentamento del contagio (inteso come minor numero di contagi giornalieri) e rallentamento della corsa all’accaparramento dei beni primari (e, quindi, alla crescita del costo del carrello). Questa correlazione psicologica sembra essere confermata da un’altra settimana chiave, quella delle prime riaperture: vediamo, infatti, che lo scontrino medio rimane pressoché costante nel periodo che va dal 26 Marzo al 12 Aprile, mentre è a partire dal giorno 14 che iniziamo a registrare un abbassamento dello stesso.

La riapertura dei primi negozi e il raggiungimento del picco della curva di contagio (inteso come il numero di persone totali ancora contagiate) hanno dato fiducia al consumatore che iniziava a intravedere un rallentamento della crisi e ciò si è contestualmente tradotto in una riduzione della spesa, che è scesa sotto la soglia dei 50 euro. Da quel giorno in poi, abbiamo una costante riduzione del valore medio della spesa (leggiamolo come un lento ritorno alla normalità); riduzione ancor più veloce a partire, come possiamo vedere, dall’inizio della Fase 2 che ha dato ulteriore fiducia.

Allo stesso modo, abbiamo correlato in un grafico il numero di contagi giornalieri, al prezzo medio del carrello spesa. Come vediamo dall’immagine sottostante, si può leggere una storia chiara: con l’aumentare dei contagi giornalieri (quindi, con la percezione del pericolo), il carrello diventava sempre più pesante e costoso, fino a raggiungere il picco e a iniziare, al calare del contagio, un lento ritorno verso la normalità. 

correlazione 1

 

Igor Toscani
CEO di CheckBonus
(www.checkbonus.it)