La vision di Digitelematica ed Engineering sul futuro della GDO tra e-commerce e nuovi processi

La vision di Digitelematica ed Engineering sul futuro della GDO tra e-commerce e nuovi processi

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Federico Dell’Acqua (CEO di Digitelematica) e Maurizio Pecori (Head of Industry and Services Market di Engineering) esprimono la loro vision sul futuro della GDO italiana nell’ambito sia dell’e-commerce che dei nuovi processi, con particolare riferimento alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. 

Federico DellAcqua CEO di Digitelematica

Come la tecnologia digitale può supportare le nuove abitudini di acquisto generate dall’emergenza Coronavirus?

Federico Dell’Acqua, CEO di Digitelematica, dichiara: “Per rispondere alle catastrofi, c’è bisogno della capacità di creare un nuovo ordine legato a nuovi comportamenti. Questo è quello che c’è anche alla base della resilienza della società. A pandemia passata le cose non saranno più come erano prima, nemmeno per il mondo della GDO food che, in queste settimane, ha visto il boom dell’e-commerce a seguito delle misure di distanziamento sociale”.

In tale scenario, come si modificherà il nostro modo di fare la spesa?

“Sono convinto che dovremo immaginare nuove modalità di acquisto che possano supportare nuove abitudini di vita. Dovremo abituarci all’idea che le persone modificheranno il loro modo di organizzare la spesa al supermercato e, probabilmente, manterranno l’abitudine a rifuggire il più possibile contatti ravvicinati con altri. Per questa ragione, sicuramente meccanismi di self-scanning e carrello intelligente subiranno una forte ascesa, visto che consentono all’utente di scegliere i prodotti e pagare senza passare da cassiere o cassiera”.

Ed è proprio tale servizio che, stando all’osservatorio privilegiato di Digitelematica, sarà tra quelli da implementare in breve tempo, sia nella grande che nella piccola distribuzione.

In merito, Dell’Acqua aggiunge: “Il self-scanning diventerà ancora più interessante per l’utente andando ad arricchire i prodotti presenti nel supermercato con i dati che, già oggi, abbiamo inserito per arricchire le informazioni dei prodotti disponibili in e-commerce. Sarà possibile, semplicemente inquadrando un oggetto, conoscerne gli ingredienti e la filiera, visualizzare una ricetta da poter provare o ancora essere guidati nel percorso da fare in supermercato per comprare un altro prodotto che ben si sposa con quello che sto acquistando”.

In modo particolare?

“Georeferenziazione dei prodotti, suggerimenti dati attraverso la profilazione dell’utente che sta facendo la spesa e maggiore velocità nell’acquisto di prodotti faranno del self-scanning qualcosa di irrinunciabile fin dai prossimi mesi. Una previsione che riteniamo di poter fare, visto che, in alcuni negozi e proprio in queste settimane, il 50% del transato è passato proprio dal self-scanning”.

Quindi, l’introduzione del self-scanning libererà risorse umane nei supermercati?

“Quando si parla di self-scanning, la maggior parte delle persone pensa che questo causerà il licenziamento di alcune persone in negozio. Cosa assolutamente non vera, visto che proprio l’introduzione del self-scanning richiede altre attività, quale quella, per esempio, legata all’inserimento di informazioni aggiuntive sui prodotti o quelle più orientate al marketing. Come sempre l’introduzione del digitale non va a sostituire le persone, ma consente di impiegarle in modo diverso, spesso, in ruoli a valore aggiunto”.

Maurizio Pecori Head of Industry and Services Market di Engineering

Maurizio Pecori, Head of Industry and Services Market di Engineering, commenta così come è cambiato, nelle ultime settimane, il modo di fare la spesa: “Praticamente quello che si è cercato di fare in anni di lavoro di marketing per spingere l’e-commerce, al momento attuale, lo ha fatto l’emergenza. Dall’ultima settimana di Febbraio, per non parlare di Marzo, si è visto un aumento effettivo della richiesta di spesa on line pari al 500-600%, con picchi di registrazioni giornaliere di utenti in piattaforma che, nel pre-pandemia, potevano arrivare a qualche centinaio, ora, sono balzate a 14.000”.

Tutto ciò cosa ha comportato?

“Le richieste di consegna di spesa direttamente a casa sono raddoppiate da un giorno all’altro e questo ha messo sotto stress il sistema della logistica, certamente, non preparato a tutto questo, tanto che i tempi di consegna si sono necessariamente allungati e, in alcuni casi, sono stati sospesi per l’impossibilità di far fronte a questa nuova richiesta. Nel frattempo, ovviamente, i retailer si sono riorganizzati aggiungendo nuovi centri logistici o aumentando quelli che avevano già, spesso, riconvertendo anche il personale impiegato prima nel punto vendita in attività utili a supportare l’e-commerce”.

Come la tecnologia digitale viene in soccorso degli operatori della GDO impegnati, oggi, nel far fronte a questa aumentata richiesta?

“Si sta lavorando a molte applicazioni e servizi richiesti dai retailer come, per esempio, quelli che consentono la migliore gestione dell’utenza contingentata in negozio o altri che permettono all’utente di evitare la fila fuori. Oltre a questo, le piattaforme di e-commerce gestiranno sempre più non solo la parte di vendita dei prodotti, ma anche tutto quello che riguarda gli aspetti logistici e di magazzino, visto che fare e-commerce diventa conveniente solo nel momento in cui si ha la capacità di evadere gli ordini in un certo modo, ovvero, per esempio, potendo scegliere, grazie al digitale, il servizio di logistica più conveniente e veloce per una specifica consegna.

Quindi, a cosa si andrà incontro?

Molto si lavorerà su strumenti in grado di sistemare e prelevare i prodotti dai magazzini in modo sempre più automatizzato e intelligente. Perché niente sarà più come prima e il digitale dovrà supportare questo cambiamento”.