La logistica al tempo del Covid-19 tra nuovi modelli organizzativi e soluzioni digitali

La logistica al tempo del Covid-19 tra nuovi modelli organizzativi e soluzioni digitali

Pubblicato in News 29 Luglio 2020 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font
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Nel corso del recente digital event “La logistica al tempo del Covid-19: criticità e best practice”, organizzato da Edizioni DM e diretto ad analizzare come l’emergenza sanitaria sia andata a impattare anche sul versante logistico, sono emerse, oltre alle criticità causate dalla pandemia nei settori del retail e del largo consumo, anche come alcuni player del comparto, a livello operativo, hanno saputo reagire con efficacia. 

L’evento on line ha avuto Blue Yonder come Main Partner e Juhgheinrich come Supporter. Come sottolineato dal moderatore, Armando Brescia di Edizioni DM, il lockdown ha generato uno scenario inedito, ma che, all’interno del quale, gli operatori del settore distributivo sono ricorsi a nuovi modelli e soluzioni adottabili anche in futuro per non farsi trovare impreparati davanti a situazioni analoghe.

Daniela Cardaciotto, Retail Services Business Partner di Nielsen Italia, illustrando i dati relativi alle vendite nel retail, ha evidenziato che, mentre nella Fase 1 e cioè fino al 3 Maggio 2020, le vendite hanno registrato un vero e proprio boom pari al +4,2%, nella Fase 2, dal 4 Maggio fino al 5 Luglio, l’aumento è sceso al +2,1%. “Come ci si poteva aspettare”, ha dichiarato Cardaciotto, “i trend sono più o meno rientrati, quindi, i picchi sono tornati alla normalità”. Nella Fase 2, in particolare, i dati raccontano di uno scenario che cambia: alcuni retailer hanno già provveduto a rimettere messo in pista le tradizionali leve competitive. Per quanto riguarda gli aspetti legati allo shopping effettuato on line, la manager di Nielsen Italia ha posto l’attenzione sul fatto che persiste, nel nostro Paese, una domanda ancora non coperta sufficientemente: nel dettaglio, appena il 48% dei CAP italiani è coperto da un servizio di delivery e soltanto il 5% degli store della distribuzione moderna ha attivato un servizio di click e collect.

Mario Gasbarrino, Consigliere di Cortilia, ha sottolineato che l’avvento della crisi pandemica ha assegnato alla logistica un ruolo ancora più cruciale rispetto al recente passato: in modo particolare, è la modalità di consegna last mile, cioè quella da effettuarsi direttamente a casa del consumatore, a richiedere una crescente precisione e diffusione nel territorio nazionale. Per Gasbarrino, nell’immediato post Covid-19 e, soprattutto, ancora più in futuro, ci sarà sempre più bisogno di logistica di precisione e sempre meno di negozi: ciò dipende dal fatto che anche quei consumatori italiani non abituati al digital shopping, una volta che, per necessità, hanno fatto ricorso al canale on line per i propri acquisti, apprezzandone la comodità, oltre che la sicurezza insita nel non doversi spostare e recare fisicamente verso il punto vendita, non ne fanno più a meno e la spesa on line diventa anche per essi una normale abitudine.

Giuseppe Bertini, Direttore Logistica e Supply Chain di Coop Italia, riferendosi al periodo del lockdown, dopo aver specificato le difficoltà logistiche incontrate per le operazioni di consegna, ha dichiarato: “Quello che abbiamo cercato di fare noi laddove eravamo in crisi è stato di cercare di saltare i CeDi e andare in consegna diretta al punto vendita. Purtroppo, ti scontri con dei processi che non sono flessibili e ciò ha richiesto sforzi ulteriori”. “Innanzitutto, per quanto riguarda la parte fisica e strutturale del nostro network logistico, questo periodo ha dato il via a tutta una serie di attività”, ha sottolineato Bertini, “Se posso dire che il Covid-19 è stato un acceleratore di processi? No, perché, per esempio, relativamente al nostro network, pensavamo già di creare delle situazioni di back-up nei casi di blocchi di magazzino”. Per quanto attiene al futuro, il responsabile della logistica di Coop Italia ritiene che sarà importante rafforzare la collaborazione anche con i fornitori in modo da innalzare il livello di efficienza anche in situazioni di tipo emergenziale.

Nell’ambito del suo intervento, Giuseppe Galantuomo, Direttore Logistica di Unilever Italia, ha posto l’accento sul come la sua azienda si sia predisposta nel periodo emergenziale sul versante della supply chain: “Noi, come company, non ci siamo limitati a un rapporto puramente contrattuale nei confronti dei nostri interlocutori, ma abbiamo fatto sentire veramente la nostra vicinanza fino all’ultimo anello della catena logistica con messaggi e con dimostrazioni concrete e di vicinanza, anche con aiuti alle famiglie. Tutto ciò perché abbiamo, fin da subito, compreso quanto fosse importante il lavoro di queste persone”. Per Galantuomo, in una simile e così particolare situazione, oltre a considerare i numeri relativi alle preferenze e ai bisogni dei consumatori, è stata essenziale la capacità reattiva messa in campo dall’azienda: un elemento, questo, che rende, allo stesso tempo, riconoscibile e affidabile un grande player operante nel comparto del largo consumo.

La partecipazione di Michele Andreucci, Strategic Service Practice Business Director di Blue Yonder Italia, ha messo in evidenza come solutions basate sull’Artificial Intelligence e sul Machine Learning offrano la possibilità di supportare, grazie alle loro skills predittive, le decisioni da parte delle aziende e ciò, in modo particolare, nell’organizzare, ottimizzandole, le operazioni logistiche, di trasporto e di consegna. “L’impatto delle temperature”, ha sostenuto Andreucci, “è un aspetto per il quale il nostro prodotto Demand Forecasting considera quotidianamente circa 25-30 variabili per sviluppare e, quindi, programmare al meglio il numero di referenze coerente con il livello di consumo in una determinata zona e in uno specifico store”. Poi, Andreucci ha aggiunto, riferendosi a tale solution: “È una granularità di dati che permette di poter fare la scelta giusta per le consegne ai punti vendita, ma non si tratta soltanto della gestione del dato: cioè che noi concepiamo è una supply chain che offre una piena visibilità, ma che ci offre anche la capacità, attraverso l’analisi dei dati, di prevedere gli eventi”.

La logistica del futuro, quindi, è già parte dell’oggi: i player del largo consumo si sono ritrovati, forzatamente, a dover gestire una situazione pressoché improvvisa e inattesa che, di fatto, ha causato anche una pressione logistica senza precedenti per l’intero comparto.

Nuovi modelli organizzativi e avanzati supporti digitali, accompagnati da una lettura costante delle dinamiche sia dello scenario in essere che di quello in divenire: sono questi gli aspetti più rilevanti che, con più forza rispetto al passato, stanno assumendo un ruolo crescente e riscuotendo una maggiore attenzione da parte degli operatori del comparto, consapevoli che la logistica è, già oggi e lo sarà ancora di più in futuro, un’area di processi dinamici e suscettibili di mutamenti anche di rilievo.

Marco Mancinelli