Osservatorio E-commerce B2C: boom italiano per le vendite on line del food and grocery

Osservatorio E-commerce B2C: boom italiano per le vendite on line del food and grocery

News Venerdì, 29 Maggio 2020 11:34 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font
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Dagli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio E-commerce B2C, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e dal Consorzio Netcomm, emerge che, nel 2020, gli acquisti on line dei consumatori italiani nel comparto food and grocery si attesteranno a 2,5 miliardi di euro, riportando una crescita pari al +55%, avvicinandosi a quasi 1 miliardo in valore assoluto in più rispetto al 2019. 

Nell’ambito dello shopping on line degli italiani, la componente più rilevante (pari all’87%) riguarda l’alimentare: all’interno di tale categoria, è il grocery a diventare, di fatto, il principale segmento on line, dal momento che registra un incremento del +85% rispetto al 2019 e un valore pari a 854 milioni di euro. A seguire nella speciale classifica, sono il food delivery con 706 milioni di euro (+19%) e l’enogastronomia, con 589 milioni di euro (+63%).

A livello di trend, gli eccezionali picchi di richieste verificatisi durante il lockdown e l’incapacità di soddisfarne l’intensità da parte della maggior parte dei retailer hanno accelerato un processo non soltanto di digitalizzazione (per quegli operatori che non erano ancora presenti on line), ma anche di sostanziale adeguamento delle risorse sia logistiche e sia distributive (per chi era già presente sul canale digitale).

food e commerce

Numerosi store fisici, focalizzati sui prodotti food e di prima necessità, si sono avvicinati per la prima volta all’e-commerce e ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione con soggetti terzi già presenti su Internet (in particolare, le piattaforme di Food Delivery). Ancora più numerosi sono stati i negozi di quartiere che hanno iniziato a ricorrere a strumenti digitali meno evoluti dell’e-commerce, ma ugualmente interessanti e funzionali, come la presa in carico dell’ordine tramite WhatsApp o, più tradizionalmente, per telefono.

Rispetto al passato, è andata crescendo una significativa consapevolezza dei limiti, fino ad oggi, imposti dall’operatività ed è proprio grazie a questa nuova presa di coscienza che, ora, si stanno attivando nuove strategie, finalmente caratterizzate da impegno e da risorse adeguati a sostenere uno sviluppo strutturale del canale negli anni a venire, tenendo conto che l’ordine medio è costituito da un rilevate numero di prodotti, (addirittura, fino a 50 nel grocery), caratterizzati sia da un basso valore unitario che da esigenze specifiche, quali la gestione a temperatura controllata.

Riccardo Mangiaracina Direttore dellOsservatorio Export Digitale

Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio E-commerce B2C, ha così commentato lo scenario: “A fine 2019, il food and grocery era il comparto più dinamico on line, ossia con il ritmo di crescita più sostenuto (+40% circa), ma il meno maturo, cioè quello con il tasso di penetrazione più basso, pari all’1,1% del valore totale degli acquisti retail dei consumatori italiani. Con lo scoppio dell’emergenza Covid-19, la domanda on line di prodotti alimentari è in alcuni casi decuplicata, mettendo sotto pressione gli attori dell’e-commerce. Il lockdown, le nuove esigenze (e paure) dei consumatori hanno fatto cadere le barriere all’utilizzo del canale (e dei pagamenti digitali) e hanno convinto anche i distributori più restii al cambiamento della necessità di potenziare l’offerta on line, oggi, non adeguata”.