SheerID: i consumatori premiano i brand che li riconoscono, ma chiedono più trasparenza
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SheerID: i consumatori premiano i brand che li riconoscono, ma chiedono più trasparenza

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Secondo una nuova ricerca di SheerID, fornitore specializzato in soluzioni di verifica e coinvolgimento delle audience ad alto valore, i consumatori desiderano esperienze personalizzate che riconoscano realmente chi sono, ma sono sempre più preoccupati per l’utilizzo dei propri dati personali e per i processi di verifica percepiti come invasivi.

Voglia di personalizzazione

Dal report, intitolato Personalization Has a Recognition Problem: What 2,000+ Consumers Want From Brands e realizzato da Censuswide per SheerID su 2.001 consumatori tra Nord America ed Europa, Medio Oriente e Africa (Emea), emerge che il 62% dei consumatori dichiara di essere più propenso ad acquistare da un marchio che riconosce caratteristiche significative della propria identità, mentre la stessa percentuale afferma di essere più incline a tornare ad acquistare da quel brand in futuro. Inoltre, il 56% sarebbe più disposto a raccomandarlo ad altri e il 49% ad aderire a programmi membership o creare un account dedicato.

L’indagine mostra che la personalizzazione tradizionale sta incontrando limiti sempre più evidenti. Sebbene il 55% degli intervistati consideri utili le offerte personalizzate e il 54% le ritenga pertinenti, soltanto il 36% afferma che tali comunicazioni riconoscano davvero aspetti significativi della propria identità, come professione, fase della vita o appartenenza a una comunità specifica.

L'attenzione alla privacy

La ricerca evidenzia inoltre una forte attenzione alla privacy. Il 43% degli utenti abbandonerebbe una procedura di verifica se gli venissero richiesti dati particolarmente sensibili, mentre il 38% interromperebbe il processo se costretto a fornire più informazioni del previsto. Al contrario, il 67% preferisce confermare la propria idoneità direttamente sul sito o sull’app del brand, senza essere reindirizzato verso piattaforme di terze parti.

Un altro dato rilevante riguarda le fasce più giovani della popolazione. Tra Gen Z e Millennial la predisposizione verso offerte basate sul riconoscimento dell’identità è particolarmente elevata: rispettivamente il 78% e il 72% affermano che questo tipo di approccio aumenta la probabilità di acquisto. Per i consumatori più maturi, invece, risultano più efficaci programmi di fidelizzazione automatici e privi di attriti operativi.

Il commento

Come sottolinea Rebecca Grimes, chief revenue officer di SheerID: "Il tracciamento nascosto e le supposizioni basate sui dati non rappresentano una vera personalizzazione, ma un approccio invasivo. Il vero riconoscimento nasce da uno scambio trasparente di valore. Quando un brand riconosce realmente una persona per ciò che è, alle sue condizioni, non ottiene soltanto una transazione, ma costruisce una relazione duratura".

Secondo SheerID, il futuro della personalizzazione passerà sempre meno dall’analisi comportamentale e sempre più da dati dichiarati volontariamente dai consumatori, all’interno di un rapporto fondato su consenso, trasparenza e fiducia reciproca.