Dai dati della seconda edizione del Geopost Business Barometer emerge che le Pmi italiane ed europee stanno cambiando il modo di scegliere i fornitori, sempre più spesso usando l'intelligenza artificiale e preferendo realtà vicine, per il timore di problemi geopolitici.
L'AI nella ricerca dei fornitori
Secondo la ricerca, che ha coinvolto 3.600 Pmi in 21 Paesi europei e sei settori industriali, le organizzazioni utilizzano oggi in media 2,3 canali di approvvigionamento, quasi uno in più rispetto al 2024, combinando ricerca online, visite commerciali, contatti telefonici e passaparola. L'AI viene utilizzata principalmente per individuare una rosa di fornitori, confermando quanto gli strumenti digitali costituiscano una componente complementare del processo decisionale, come dimostra il 15% delle Pmi.
L'adozione varia in modo significativo tra i mercati: in Italia si attesta al 18%, mentre in Europa si raggiunge un picco del 24% nei Paesi Baltici e il 23% in Polonia, contro il 12% della Francia e il 9% della Germania. Se prezzo (51%) e qualità del prodotto (44%) restano naturalmente i criteri principali nella selezione dei fornitori, anche la performance di consegna gioca un ruolo significativo (27%). In Italia, dove il sourcing resta più relazionale che altrove (rappresentanti commerciali al 45% contro il 35% della media UE, passaparola al 35% contro il 27%), la qualità pesa quanto il prezzo nella scelta del fornitore (55% contro 54%), superando in entrambi i casi la media europea.
L'AI nella customer experience
Le applicazioni dell'AI si stanno estendendo anche ai processi di ricerca e scoperta dei prodotti. Un esempio è l’AI Shopping Assistant di Singular, la piattaforma multi-brand di Geopost che utilizza un'interfaccia conversazionale per supportare i consumatori nell'individuazione di marchi e prodotti delle Pmi europee, contribuendo ad aumentarne la visibilità. Questa vetrina digitale è disponibile in otto Paesi europei, tra cui l’Italia, e presenta oggi oltre 150 marchi selezionati tra e-commerce locali e più di 46.000 prodotti lifestyle di alta qualità.
Supply chain sempre più corte
L'84% delle Pmi si rifornisce da fornitori nel proprio Paese, in aumento di 8 punti percentuali rispetto al 2024, a dimostrazione di una maggiore attenzione verso catene di approvvigionamento più corte. Il 72% si rifornisce da fornitori altrove in Europa, in aumento di 4 punti, contro il 17% che si rifornisce al di fuori dell'Europa. L'approvvigionamento internazionale resta quindi importante, ma si sta concentrando maggiormente a livello regionale. Il 20% delle Pmi dichiara di aver ridotto le consegne internazionali a causa del clima attuale.
L'affidabilità fa sempre la differenza
L'86% delle Pmi afferma che la consegna è essenziale per il successo della propria attività, mentre il 46% la identifica come elemento chiave per garantire la continuità operativa. Le performance di consegna, tra cui tracciabilità e puntualità, sono sempre più indicatori tangibili dell'affidabilità del fornitore, contribuendo a rafforzare la fiducia nel rapporto complessivo con quest’ultimo. In Italia questa esigenza si scontra però con un divario significativo: il 54% delle Pmi vorrebbe poter scegliere il proprio corriere, ma solo il 22% può farlo attualmente, un gap che rappresenta una leva di competitività per gli operatori logistici capaci di offrire maggiore flessibilità. Non stupisce che, quando riescono a farlo, il risultato sia positivo: la soddisfazione per le consegne internazionali tra le Pmi italiane raggiunge il 91%, superando persino il dato sulle consegne domestiche (88%).
La crescente domanda di flessibilità sta inoltre alimentando l'interesse per la consegna out-of-home. Oggi il 32% delle Pmi la considera molto importante. I punti di ritiro e i locker offrono alle imprese opzioni aggiuntive per adattarsi alle circostanze, garantendo loro un maggiore controllo su tempi e luoghi di ricezione della merce.
Il commento
Stefania Pezzetti, ceo di Brt: “I risultati del Business Barometer confermano che le Pmi non stanno semplicemente reagendo al cambiamento, ma stanno adottando modelli sempre più evoluti per gestire complessità e incertezza. L'intelligenza artificiale amplia le possibilità di scelta, mentre le tensioni geopolitiche spingono le imprese a rivedere le proprie catene di approvvigionamento. In questo scenario, la logistica assume un ruolo strategico: affidabilità, visibilità e capacità di adattamento diventano fattori essenziali per sostenere la continuità del business e accompagnare la crescita delle imprese”.