OrtoRomi sperimenta l’agricoltura predittiva per affrontare l’incertezza climatica
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OrtoRomi sperimenta l’agricoltura predittiva per affrontare l’incertezza climatica

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OrtoRomi ha avviato AgriLeaf, un progetto di ricerca che integra dati raccolti in campo e modelli predittivi a supporto delle decisioni agronomiche e della programmazione produttiva.

Il progetto

Il progetto, in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II ed Evja, azienda agritech specializzata in intelligenza agronomica, unisce l’esperienza produttiva e agronomica di OrtoRomi, il coordinamento scientifico dell’Università e la tecnologia di monitoraggio nonché la piattaforma di supporto alle decisioni forniti da Evja. Un’importante collaborazione che promuove l'adozione di pratiche innovative basate su evidenze scientifiche. Avviato a giugno 2026, il progetto si svilupperà fino a dicembre 2028 nell’ambito del Programma Operativo 2023-2029 dell’Organizzazione di produttori OrtoRomi, concentrando la sperimentazione su spinacio, valeriana, rucola e lattughino.

Le centraline micro-climatiche

Sono otto le centraline microclimatiche Evja già installate nelle aziende socie OrtoRomi tra Lombardia, Veneto e Piana del Sele. I sensori rilevano in tempo reale temperatura e umidità dell’aria, radiazione solare e bagnatura delle foglie, mentre le sonde nel terreno misurano contenuto d’acqua, temperatura ed elettro-conducibilità.

I dati raccolti confluiscono in un’unica piattaforma innovativa che integra il monitoraggio con modelli predittivi per l’irrigazione, la difesa dalle malattie e la previsione della resa, migliorando l'efficienza e riducendo gli sprechi. Questa integrazione si distingue per l'adattamento alle esigenze microclimatiche delle serre, ottimizzando ulteriormente le pratiche agronomiche. L’obiettivo è affiancare all’esperienza degli agronomi informazioni e previsioni più precise per decidere quando intervenire e come programmare la produzione. Le persone coinvolte nella gestione delle colture e degli approvvigionamenti possono consultare la piattaforma e ricevere avvisi personalizzati.

Gli obiettivi

Migliorare la gestione dell’acqua irrigando in base al fabbisogno delle colture. Il primo filone di ricerca affronta la gestione dell’acqua. La piattaforma combina il contenuto idrico del suolo con i modelli che stimano la perdita d’acqua per evaporazione e traspirazione delle piante, per individuare il fabbisogno delle colture e i momenti più adatti per irrigare. L’obiettivo del progetto è ridurre i consumi idrici fino al 20% rispetto alla gestione tradizionale, attraverso interventi più aderenti alle effettive necessità delle piante.

Anticipare il rischio di malattia delle colture. Il secondo ambito riguarda le infezioni da patogeni come, ad esempio, la peronospora, tra le principali minacce sanitarie per queste colture. Incrociando i parametri microclimatici, i modelli predittivi individuano le condizioni favorevoli allo sviluppo dei patogeni e generano avvisi sul rischio di infezione e sulla fase di produzione delle spore. Questo supporto punta a rendere più tempestivi e mirati gli interventi di difesa, con l’obiettivo di ridurre fino al 15% l’uso di prodotti fitosanitari e limitare lo sviluppo di resistenze. L’attendibilità delle previsioni viene verificata confrontandole con i casi effettivamente osservati in campo.

Prevedere il volume del raccolto per pianificare le forniture. Per un’organizzazione che rifornisce linee di confezionamento e Gdo, stimare con maggiore precisione quanto prodotto sarà disponibile e quando potrà essere raccolto ha un valore che si estende dal campo alla logistica. Il terzo filone di AgriLeaf utilizza i dati microclimatici per elaborare previsioni su quantità e date di raccolta, da confrontare con la pianificazione aziendale e verificare sui volumi effettivamente raccolti. Questo permette di pianificare meglio la logistica e gli approvvigionamenti, limitando gli squilibri tra i volumi prodotti e le necessità di fornitura.

Un percorso di ricerca fino al 2028

Il cronoprogramma di AgriLeaf prevede calibrazione dei modelli e primi test nel 2026, estensione e integrazione nel 2027, adozione su larga scala e definizione di linee guida operative nel 2028. L’estensione punta a coinvolgere un numero significativo di aziende socie, con l'obiettivo di garantire che un ampio numero di produttori possa beneficiare delle tecnologie sviluppate dal progetto. La formazione dei tecnici e la divulgazione dei risultati saranno curate dall’Università.

Il commento

“La partnership è nata non solo dalle esigenze di approvvigionamento di materia prima, ma anche dalla consapevolezza condivisa della necessità di innovare le pratiche agricole per affrontare le sfide del cambiamento climatico, utilizzare le risorse in modo più efficiente e rispondere alla crescente domanda di prodotti freschi”, commenta Jacopo Oregio Catelan, agronomo di OrtoRomi.