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Misurato dalla tecnologia CheckBonus l’effetto Coronavirus nel retail italiano

Misurato dalla tecnologia CheckBonus l’effetto Coronavirus nel retail italiano In evidenza

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Durante gli ultimi giorni, l’allarme Coronavirus ha generato una vera e propria impennata delle vendite registrate sia nei supermercati che nelle catene della GDO, ma il timore del contagio ha massicciamente influenzato il comportamento dei consumatori anche in merito ad altre tipologie di acquisto. 

Servendosi del proprio e omonimo strumento di Drive-to-Store e di analitiche attivo a livello nazionale, CheckBonus ha analizzato lo scenario indotto dall’allarme Coronavirus nell’ambito del retail italiano.

Da tale analisi, emerge che, a livello nazionale, le vendite registrate nel periodo compreso tra il 22 e il 24 Febbraio nei negozi presi in esame (1.200 punti vendita) sono risultate inferiori in misura pari al -25% rispetto a quanto registrato la settimana precedente (nei giorni 15, 16 e 17 Febbraio), quando l’emergenza Coronavirus non si era ancora manifestata in tutta la sua forza, in particolare, anche a livello mediatico.

Coronavirus abbigliamento store

In particolare, il dato registra il drastico crollo degli acquisti legati a beni considerati non di prima necessità: infatti, l’oggettistica per la casa è crollata del -39%, il settore dell’abbigliamento ha riportato una flessione indicativa del -26%, mentre in salita è stato il reparto del surgelato, caratterizzato da un trend di crescita delle vendite pari a circa il +24%.

Coronavirus surgelati

Analizzando lo sviluppo della pedonalità nazionale, intesa come ingressi nei punti vendita, si evidenzia come il rischio percepito del Coronavirus sia andato crescendo marcatamente nel giro di poche ore, passando da un differenziale del -19% del 22 Febbraio (rispetto alla settimana precedente) al -29% del 23 Febbraio.

coronavirus vendite supermercati

Il timore del contagio ha portato anche a un aumento dell’acquistato presso i supermercati che, oltre a un ingente incremento del numero delle vendite generate (in alcune aree, è stata misurata una crescita, addirittura, pari al +50%), ha visto lo scontrino medio salire, in termini di valore monetario, di circa il +16%.

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