Extera, digital agency specializzata in soluzioni web, ha individuato i principali trend destinati a ridefinire l’esperienza d’acquisto online per il 2026, supportata sempre di più da sistemi di intelligenza artificiale.
Un segnale chiave di questo cambiamento è il ruolo crescente degli agenti AI autonomi. Non si tratta più solo di assistenti che suggeriscono prodotti, ma di sistemi in grado di gestire parti sempre più ampie del processo di acquisto. “Stiamo passando da un e-commerce pensato per essere navigato a uno progettato per essere compreso dall’intelligenza artificiale – afferma Sara Ferrarini, Seo Specialist di Extera – nel prossimo futuro, la competitività di un brand dipenderà sempre di più dalla qualità dei dati, dei contenuti e delle informazioni che mette a disposizione, non solo dei consumatori, ma anche dei sistemi AI che li supportano nelle decisioni di acquisto”.
Oltre ai singoli casi d’uso, infatti, l’AI sta cambiando il modo in cui l’e-commerce viene pensato e costruito. Dati di prodotto, attributi e informazioni tecniche diventano centrali non solo per orientare le persone, ma anche per permettere ai sistemi AI di interpretare correttamente caratteristiche, condizioni e differenze tra le alternative. Per le aziende, questo significa costruire esperienze digitali basate su contenuti chiari, strutturate e costantemente aggiornate, capaci di supportare l’utente finale sia nell’esperienza diretta dei prodotti all’interno dell’e-commerce sia in quella mediata dai sistemi intelligenti che guidano le decisioni di acquisto.
Il primo trend individuato da Extera riguarda la ricerca conversazionale: la barra di ricerca tradizionale lascia posto al dialogo naturale. Gli utenti comunicano bisogni e preferenze, mentre l’AI accorcia i percorsi decisionali, con conversioni già oggi superiori rispetto alla navigazione classica. Nel nuovo e-commerce, inoltre, non esiste più una scheda prodotto uguale per tutti: contenuti, ordine delle informazioni e messaggi si adattano in tempo reale al contesto, rendendo l’esperienza più rilevante e aumentando conversioni e valore medio dell’ordine.
I classici “prodotti correlati” basati su regole o collaborative filtering stanno lasciando il posto a motori di raccomandazione basati su Llm, capaci di comprendere linguaggio naturale, contesto di sessione, cronologia cross-canale e segnali comportamentali. Nel 2026, poi, diventa più comune cercare “mostrando”, non solo scrivendo: foto, screenshot e micro-video guidano la ricerca all’interno dei motori e l’assistenza. Accanto alla Seo tradizionale, infine, nasce l’esigenza di essere presenti nelle risposte generative dei motori AI. Diventa essenziale produrre contenuti autorevoli e strutturati per mantenere visibilità nei processi decisionali mediati dagli algoritmi.