Aton, tech company italiana specializzata nello sviluppo di soluzioni digitali per la distribuzione e la tracciabilità, ha promosso insieme a Gtn una survey sull’adozione dell’intelligenza artificiale nella Gdo che evidenzia un gap rilevante tra sperimentazione e industrializzazione dei progetti.
L’indagine, condotta con Ente Nazionale per l'Intelligenza Artificiale (Enia) e Fòrema su 70 primarie aziende della grande distribuzione, fotografa un settore in fermento: il 68% delle imprese è impegnato in attività di sperimentazione attiva, mentre solo l’1,4% ha raggiunto una fase di scaling industriale. Un dato che evidenzia un chiaro collo di bottiglia nella transizione dall’innovazione pilota alla diffusione strutturata.
Dal punto di vista tecnologico, l’adozione dell’AI si concentra su applicazioni a forte impatto operativo. Tra i principali use case emergono le knowledge base aziendali, il monitoraggio delle rotture di stock, i sistemi di riconciliazione automatica dei documenti (Ddt), oltre a soluzioni di pricing e promozioni e strumenti per l’ottimizzazione energetica. L’orientamento è quindi verso un’AI pragmatica, funzionale alla riduzione dei costi e all’efficientamento dei processi interni.
Tuttavia, il vero limite non è tecnologico. Secondo i dati raccolti, le criticità principali riguardano la carenza di competenze interne, segnalata da 41 aziende, e la mancanza di una governance strutturata dell’AI. A ciò si aggiunge un tema normativo sempre più centrale: ben 42 realtà su 70 non hanno ancora affrontato la compliance all’AI Act europeo, evidenziando un ritardo che rischia di frenare ulteriormente gli investimenti e la scalabilità delle soluzioni.
Il quadro restituisce quindi un ecosistema retail in cui l’innovazione tecnologica è già presente ma necessita di un salto di maturità organizzativa e regolatoria. La sfida per le insegne della Gdo sarà trasformare i progetti sperimentali in modelli operativi replicabili, integrando tecnologie, competenze e governance per generare valore su larga scala.
“La forte spinta verso l’efficienza logistica e il back-office documentata dalla survey dimostra che la Gdo crede nel valore concreto e affidabile dell’AI – dichiara Giorgio De Nardi, ceo di Aton – tuttavia, il vero banco di prova per il retail moderno resta il negozio fisico, dove l’integrazione tra intelligenza artificiale, sistemi informativi e personale sul campo è ancora complessa. Per superare la fase dei progetti pilota e fare un reale salto di scala industriale, serve una visione sistemica, capace di tradurre i dati in decisioni operative immediate migliorative in velocità e precisione”.