Le differenze inventariali costano 4,8 miliardi di euro all'anno alle aziende del retail italiano

Le differenze inventariali costano 4,8 miliardi di euro all'anno alle aziende del retail italiano

Pubblicato in Imprese 20 Novembre 2021

3,48 miliardi di euro, pari all’1,41% del fatturato totale. È quanto sono costate le Differenze Inventariali, come  furti, frodi, errori amministrativi, scarti, rotture e altre inefficienze operative, alle aziende del settore Retail e GDO nel corso del 2020. Un valore, che dopo aver sommato la spesa che le aziende sostengono in misure di sicurezza o contrasto alle perdite, raggiunge un costo complessivo di 4,97 miliardi di euro, in aumento rispetto al valore stimato per il 2017 che si attestava sui 4,8 miliardi di euro (equivalente a 84 euro per ogni cittadino italiano).



Uno scenario davvero allarmante testimoniato dai dati emersi dallo studio “La Sicurezza nel Retail in Italia 2021 – Uno studio su perdite, furti e misure di sicurezza” realizzato dallo spin-off dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Crime&tech, con il supporto di Checkpoint Systems Italia e la collaborazione del Laboratorio per la Sicurezza, effettuato mediante un questionario online distribuito a un campione di security manager appartenenti a 33 gruppi aziendali, per un totale di oltre 9.900 punti vendita, e riguardante più di 150.000 singoli eventi criminali registrati in 756 punti vendita di tutta Italia tra il 2019 e i primi sei mesi del 2021.

Il report ha anche evidenziato che il 52% delle differenze inventariali sono di natura sconosciuta, e che le misure adottate in risposta alla pandemia di Covid-19 hanno avuto un effetto ambivalente sulle differenze inventariali registrare dalle aziende. Il 41% ha infatti registrato un aumento delle perdite, mentre il 38% ha viceversa evidenziato una diminuzione. I furti esterni (fra i quali prevale il taccheggio, seguito dal furto di necessità e dal furto con scasso) sono riconosciuti come la causa che ha inciso maggiormente su tale risultato, seguiti da furti interni ed errori amministrativi.



Il valore medio della merce rubata o recuperata nei singoli episodi di taccheggio è pari a 48 euro, e le tecniche maggiormente utilizzate dai taccheggiatori sembrano essere la rimozione delle etichette antitaccheggio e la tecnica del grab and run. Il 60% degli eventi di taccheggio sono in genere riconducibili all’azione di gruppi di due o più persone che si associano per derubare o frodare in maniera pianificata, sistematica e ripetitiva, con la principale finalità di rivendere illecitamente la merce sottratta. E, per quanto riguarda i furti, sembrano per lo più avvenire con maggiore frequenza nelle ore serali e nei fine settimana, anche se in alcuni settori come Supermercati, ipermercati e Fai da te però presentano un numero rilevante di eventi anche all’orario di pranzo o durante la mattina. Per quanto riguarda le frodi esterne, invece, i resi fraudolenti, l’abuso di carte fedeltà e lo scambio di etichette dei prodotti appaiono essere le modalità più comuni. Quasi il 52% del campione ha poi registrato una crescita delle frodi online anche tramite mezzi di pagamento, dovuta al maggiore utilizzo delle vendite online. La diffusione di strumenti di checkout alternativi ha invece favorito l’aumento degli articoli non passati in cassa.

Al secondo posto della classifica delle cause criminali delle differenze inventariali compaiono i furti e le frodi interne, le cui modalità maggiormente rilevate sono il furto della merce ad opera di dipendenti, seguita dall’annullamento totale o parziale degli scontrini, dal reso di merce fraudolento e dalle frodi su scontistica o cambio valore dei prodotti. Cassieri e addetti alle pulizie risultano essere i dipendenti più frequentemente coinvolti. Per i furti e le frodi da parte dei fornitori, invece, i fornitori di servizi logistici e di altri servizi risultano i più coinvolti. Gli errori amministrativi hanno un’incidenza sulle perdite anche più alta dei furti esterni nel settore dell’Abbigliamento, mentre scarti e rotture, danneggiamenti e merce scaduta hanno una rilevanza particolare sprattutto nei Supermercati, Ipermercati e Discount. Per quanto riguarda infine il valore economico dei prodotti rubati, compaiono i capispalla, gli alcolici, le calzature, gli smartphone e gli utensili elettrici.
Per contrastare queste perdite, solo nel 2020 le aziende hanno speso lo 0,6% del loro fatturato in misure di sicurezza: quelle più adottate sono la videosorveglianza (97%), i sigilli alle porte e i controlli alle uscite di emergenza (90%), le barriere antitaccheg¬gio (87%), i servizi di doorman o portierato (84%) e i sistemi di allarme gestiti da terze parti (84%). Per quanto riguarda i singoli prodotti, invece, le più utilizzate sono placche/etichette antitac¬cheggio applicate in-store (83%), scaffali chiusi o vetrine (54%), e placche/etichette antitaccheggio alla fonte (48%).



“Con questo progetto abbiamo voluto fornire un quadro completo della sicurezza nel settore Retail e GDO in Italia, capace allo stesso tempo di quantificare le perdite e fornire alle aziende e ai loro rappresentanti degli spunti di riflessione sulle soluzioni innovative più efficaci per minimizzarle” commenta Marco Dugato, Amministratore di Crime&tech e Ricercatore di Transcrime - Università Cattolica. “Questo lavoro sottolinea nuovamente il valore aggiunto che la cooperazione e la condivisione di informazioni tra mondo della ricerca avanzata e aziende può portare per migliorare la capacità di gestire e ridurre le perdite inventariali e altri problemi di sicurezza in uno dei settori più strategici e rilevanti della nostra economia”.



“Il supporto di Checkpoint Systems allo studio delle differenze inventariali procede ormai da oltre vent’anni e, vista la grande partecipazione a ogni edizione, ciò non può che renderci estremamente orgogliosi,” commenta Alberto Corradini, Business Unit Director Italy di Checkpoint Systems. “In questi ultimi anni di collaborazione con Crime&tech, il progetto di ricerca ha poi avuto un’importante accelerazione e siamo certi che tutto questo potrà essere utile ai retailer nel definire degli standard e delle strategie, ed inoltre ci aiuterà a fornire tecnologie innovative che migliorino la sicurezza dei loro business".