In un retail sempre più omnicanale caratterizzato dalla crescita dell’e-commerce, dall’evoluzione dei pagamenti digitali e dall’aumento delle minacce cyber, la qualità delle infrastrutture di rete rappresenta un fattore chiave per la competitività delle aziende. Insieme a Claudio Gianni, South Region indirect sales director di Colt Technology Services, analizziamo le principali sfide del settore, approfondendo il ruolo di reti resilienti, sicurezza integrata e infrastrutture scalabili nel futuro del retail data-driven.
Quanto incide oggi la qualità della connettività sull’esperienza del cliente e sulle performance di un e-commerce omnicanale?
La qualità della connettività incide oggi in modo diretto e sempre più determinante. Il dato secondo cui il 42% dei retailer che abbiamo intervistato percepisce la propria rete come lenta o inaffidabile è un segnale molto chiaro: la connettività è diventata un punto critico del business, non più solo un tema tecnologico. Nel digitale, l’esperienza del cliente è interamente mediata dalla rete. La velocità di caricamento, la fluidità della navigazione, la riuscita di un pagamento o la disponibilità di un prodotto dipendono tutti dalla qualità della connessione. Anche pochi millisecondi possono fare la differenza tra una vendita completata con successo e un carrello abbandonato anticipatamente. Con l’omnicanalità, la posta in gioco si alza ulteriormente. Oggi il cliente si muove senza soluzione di continuità tra online e fisico e si aspetta coerenza in ogni interazione. Questo richiede dati sempre aggiornati e sistemi perfettamente sincronizzati: se la rete non è all’altezza, l’esperienza si frammenta. Per tale motivo possiamo dirlo chiaramente: la connettività non supporta soltanto l’esperienza cliente, ma la definisce, con un impatto diretto sui ricavi.

Gli attacchi ai siti web e ai server (DDoS) rappresentano una delle principali minacce per il retail europeo: quali strategie ritiene fondamentali per garantire continuità operativa?
Le aziende hanno cambiato completamente prospettiva. Non si chiedono più se subiranno un attacco, ma quando accadrà e quale sarà l’impatto sul business. Questo è particolarmente vero nel retail, dove un’interruzione anche breve può tradursi in perdita immediata di fatturato e di fiducia. La porta di ingresso naturale per un attacco è tipicamente la piattaforma di e-commerce dell’azienda e più in generale i suoi sistemi di front-end con i clienti finali e con i partner commerciali. Gli attacchi DDoS sono tra i più critici proprio perché puntano a bloccare i servizi. E questo sta spingendo le aziende a superare un approccio tradizionale, in cui la sicurezza era un elemento separato, per adottare una visione più integrata. La sicurezza oggi viene “spostata” nella rete. Diventa parte dell’infrastruttura stessa, con la capacità di intercettare anomalie e reagire in tempo reale, prima che l’utente se ne accorga. Parallelamente, cresce l’attenzione verso la resilienza: l’obiettivo non è solo evitare l’attacco, ma garantire che l’esperienza continui anche in condizioni critiche. In tale contesto, la qualità e l’estensione dell’infrastruttura fanno la differenza, perché determinano la capacità di assorbire e gestire volumi anomali di traffico. Alla fine, il principio è molto semplice: nel retail digitale, sicurezza significa continuità. E continuità significa garantire un servizio sempre disponibile agli occhi del cliente.
In un contesto sempre più globale e data-driven, quali caratteristiche deve avere oggi un’infrastruttura di connettività per supportare efficacemente marketplace, pagamenti digitali, logistica e customer experience in tempo reale?
Oggi la connettività è diventata una piattaforma abilitante per tutto l’ecosistema retail. Le aziende operano in mercati globali, utilizzano più cloud, interagiscono con partner e piattaforme distribuite. Questo significa che l’infrastruttura deve garantire prestazioni elevate e costanti ovunque, non solo localmente. La latenza è un tema centrale, perché tutto ciò che crea valore oggi, dal pagamento digitale alla personalizzazione dell’offerta, avviene in tempo reale. Allo stesso modo, l’interconnessione diretta con cloud, sistemi di pagamento e logistica è ciò che permette di evitare colli di bottiglia e mantenere fluidità nei processi. I clienti non sono più tolleranti a caricamenti lenti dei siti o delle app dedicate all’e-commerce, e le transazioni che non avvengono in millisecondi generano in loro apprensione e insoddisfazione. Più in generale, ogni rallentamento nel processo che va dalla selezione di un prodotto alla sua consegna è percepito come una incapacità organizzativa che si ripercuote sul marchio. C’è poi una nuova esigenza, sempre più evidente: la flessibilità. Il traffico non è più lineare, ma concentrato in eventi e campagne. L’obiettivo delle aziende è servire i propri clienti soprattutto durante tali momenti. La rete quindi deve essere opportunamente dimensionata e in grado di adattarsi rapidamente, senza complessità operative. Infine, sicurezza e resilienza sono diventate caratteristiche intrinseche. Non si aggiungono dopo: devono essere progettate insieme alla rete. Tutto ciò è anche la base per il futuro del retail. Senza un’infrastruttura di connettività adeguata, il modello data-driven – e ancora di più quello basato su AI – non è sostenibile.
Ci può raccontare uno o due casi di studio tra i retailer vostri clienti che hanno sfruttato in maniera efficace il supporto delle vostre soluzioni tecnologiche?
Un esempio molto significativo è Decathlon, che ha dovuto affrontare una sfida tipica del retail globale: crescere rapidamente mantenendo al tempo stesso elevate le prestazioni digitali. Per supportare questa evoluzione è stata realizzata una piattaforma di connettività globale, capace di connettere diverse regioni e integrare ambienti multi-cloud. Questo ha permesso non solo di migliorare le performance delle applicazioni, ma anche di accelerare drasticamente il rilascio di nuovi servizi, passando da settimane a pochi minuti. In questo caso, la rete è diventata un vero fattore abilitante per innovazione e scalabilità. Un’infrastruttura che segue la crescita del business, invece di limitarla. Un secondo caso, molto diverso ma altrettanto rilevante, è quello di Wempe (storico produttore e rivenditore tedesco di orologi di lusso, ndr). Qui il focus è sull’esperienza in negozio, dove ogni interruzione ha un impatto diretto sulla percezione del brand. Attraverso una rete globale e standardizzata è stato possibile garantire continuità operativa e coerenza tra tutte le boutique, supportando sistemi di vendita e pagamento senza interruzioni. Due contesti diversi, stesso risultato: quando la connettività è progettata come asset strategico, diventa ciò che tiene insieme esperienza cliente, operazioni e crescita.