Uscito il libro del tecnologo Gigi Beltrame: “Digilosofia”

Uscito il libro del tecnologo Gigi Beltrame: “Digilosofia”

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Scritto dal tecnologo e giornalista Gigi Beltrame, il libro “Digilosofia” esplora aspetti ancora poco considerati dello scenario in atto che vede il diffondersi della trasformazione digitale. Il termine “Digilosofia”, oltre a essere una provocazione linguistica, è anche un concetto preciso di come tutto stia cambiando.

In primis, la “Digilosofia” serve per iniziare ad apprendere la grammatica del digitale, necessaria per comprendere il funzionamento del nuovo mondo che, praticamente, noi tutti stiamo contribuendo a costruire. In tale contesto, conoscere le basi, sebbene non dal punto di vista tecnico, consente di sviluppare uno sguardo e un approccio di tipo critico.

Nelle prime pagine del libro, si legge: “Se accelera la trasformazione digitale, deve accelerare la trasformazione culturale del Paese. Non dobbiamo capire il tema dell’Impresa 4.0, ma come stiamo modellando il futuro, perché il futuro è determinato dalle tecnologie che usiamo e useremo, ma l’umanità non ha mai avuto a disposizione degli strumenti così precisi per predire ciò di cui avremo bisogno domani”.

Questo libro, con prefazione di Mario Levratto e postfazione di Claudio Gandolfo, nasce con l’intento di raccontare la trasformazione in corso nel mondo business che, spesso, parte dai comportamenti dei consumatori, dalle informazioni che si hanno a disposizione e dalla possibilità di essere sempre connessi, con l’obiettivo di spiegare i processi in atto, le tecnologie e i fattori abilitanti anche a manager, a imprenditori e a persone che non sono esperte di questi argomenti. L’idea non è quella di guidare i lettori “nel meraviglioso mondo della tecnologia”, ma di aiutarli ad avere una visione d’insieme delle opportunità e, quindi, di contribuire a formare uno sguardo critico anche sui rischi verso i quali si sta andando incontro.

Nel libro, sono riportate le interviste effettuate da Gigi Beltrame a: Luisa Arienti (SAP), Luca Attias (Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale), Michele Balbi (Teorema Engineering), Giuliano Busetto (ANIE), Alberto Calcagno (Fastweb), Silvia Candiani (Microsoft), Tino Canegrati (HP), Enrico Cereda (IBM), Roberta Cocco (Comune di Milano), Luca Colombo (Facebook), Mario Derba (Citrix), Dionigi Faccenda (OVH), Marco Fanizzi (Dell Emc), Fabio Fregi (Google), Marco Icardi (SAS), Roberto Liscia (Netcomm e Federazione Digitale), Mariangela Marseglia (Amazon), Carlo Noseda (IAB), Andrea Pontremoli (Dallara), Agostino Santoni (Cisco), Fabio Spoletini (Oracle) e Pierpaolo Taliento (Midis Group).

Per l’autore, non bisogna confondere l’innovazione con la digitalizzazione, perché ciò rischia di farci commettere un errore strategico, dal momento che il digitale non può esistere a prescindere dall’innovazione, anche se è vero che l’innovazione esiste ed è esistita anche senza il digitale.

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