Jordan Brocchi di Armstrong Building Products: il ruolo del controsoffitto acustico nell’Interior Design

Jordan Brocchi di Armstrong Building Products: il ruolo del controsoffitto acustico nell’Interior Design

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Nell’ambito dell’Interior Design, nel corso del tempo, i controsoffitti hanno acquisito un ruolo da protagonista per rendere ambienti indoor sempre più confortevoli da vivere. Si tratta di un’evoluzione naturale, nata in risposta a un’edilizia che si rinnova per rispondere e adattarsi ai nuovi trend di mercato e alle normative vigenti, sempre più stringenti in termini di prestazioni acustiche, di resistenza al fuoco e antisismici.

Negli ultimi anni, l’aspetto estetico ha assunto una funzione determinate per esaltare con un tocco di originalità qualsiasi spazio e dare “ampio sfogo” all’estro creativo dei progettisti. Ecco, dunque, che il controsoffitto acustico diventa elemento attivo nella progettazione degli interni, grazie all’ampia gamma di soluzioni offerte, dalle molteplici forme, dimensioni e colori, che rompono gli schemi della tradizionale configurazione monolitica, trasformando anche l’idea più stravagante in realtà. Ne abbiamo parlato con Jordan Brocchi, Area Sales Manager Nord Italia di Armstrong Building Products.

Come è cambiata negli anni la funzione dei controsoffitti? E cosa ha contribuito, in particolare, a tale evoluzione?

In passato, il controsoffitto veniva utilizzato, perlopiù, allo scopo di celare e proteggere gli impianti sovrastanti e correggere acusticamente degli ambienti, così come previsto dalle normative europee vigenti. La nascita di nuove tendenze e paradigmi, come lo smart working, la crescente attenzione del mercato verso tematiche quali salubrità dell’aria, comfort acustico e il benessere degli utenti, nonché la necessità di distinguersi rispetto alla concorrenza, hanno profondamente modificato, negli anni, il modo di progettare gli spazi del terziario. In tal senso, anche il soffitto si evolve al fine di rispondere a qualsiasi istanza progettuale: il pannello nel formato standard 60x60 cm cede sempre di più il passo a soluzioni monolitiche di grandi dimensioni, dotate di un innovativo sistema di apertura a cerniera, su un lato dell’elemento, al fine di assicurare la facile e immediata ispezionabilità dei soffitti. I corpi illuminanti e le bocchette d’areazione sono incorporati direttamente nei soffitti: una nuova prospettiva per organizzare in modo veloce, semplice, pulito e ordinato tutti gli impianti a soffitto, assicurando, al tempo stesso, un aspetto estetico finale particolarmente uniforme e raffinato.

In merito a tale trend, come vi siete mossi?

Armstrong ha fatto ulteriori passi in avanti con l’offerta di pannelli che vengono direttamente perforati come se fossero delle bocchette di aerazione oppure a cui si attaccano, sul retro, delle serpentine per il riscaldamento/raffrescamento degli ambienti, che vanno a sostituire i tradizionali Fan Coil a terra, liberando spazio. In aggiunta, la tendenza di lasciare in alcuni contesti il soffitto a vista, per conferire uno stile architettonico più retrò, con travi a vista o  Hi-Tech, unitamente alla necessità di procedere alla correzione acustica, anche di zone con vincoli architettonici che impediscono l’installazione di un controsoffitto da parete a parete, hanno portato alla nascita di numerose soluzioni discontinue, costituite da isole sospese in grado di assicurare elevati livelli di assorbimento del rumore. In tal senso, Armstrong ha sviluppato delle gamme complete, come, per esempio, gli  Optima Canopy: una sinfonia di forme e colori che offre ai progettisti la possibilità di modellare soluzioni architettoniche personalizzate, sorprendenti e di grande scenografia. Giochi di livello, differenti configurazioni e disponibilità di un’ampia varietà di forme: sia geometriche con elementi convessi, concavi, trapezoidali, a cerchio, esagonali, sia più originali, come fiori, animali o oggetti. Un modo diverso, dunque, di interpretare l’Interior Design, con una sensibilità superiore per l’estetica.

Hotel, ristoranti, supermercati, centri commerciali, negozi, uffici, stazioni, aeroporti, scuole e ospedali: come si differenziano le richieste rispetto alla destinazione d’uso? E da quali ambiti applicativi proviene la maggior richiesta di personalizzazione?

I progetti customizzati sono passati dal 12% al 38%, nel giro di pochi anni. “Personalizzazione chiama personalizzazione”: nel senso che i lavori di alcuni architetti sono stati di inspirazione per altri, innescando una sorta di circolo virtuoso che ha condotto al consolidamento di quest’area di cui ne è testimonianza il libro denominato Book of Ideas, che racchiude tutti i progetti più interessanti realizzati proprio nell’ottica di metterli a disposizione dei professionisti. Sicuramente, ad oggi, le maggiori richieste riguardano un po’ tutti i settori a esclusione degli ospedali dove, invece, la necessità di uniformarsi a quanto prescritto dalla norma internazionale EN ISO 14644-1, in materia di igiene, impone l’utilizzo solo di controsoffitti lavabili e certificati in classe ISO 5. Per il resto, le principali istanze  rispondono alla necessità, per esempio, di alcune aziende di far corrispondere il look&feel dell’ambiente ai colori o alla forma del brand, oppure di alcuni negozi, centri commerciali o supermercati, di progettare ambienti acusticamente idonei e dal design originale per coinvolgere il consumatore in una shopping experience unica o, infine, di valorizzare e personalizzare specifiche zone, come la reception di un hotel o la sala di un ristorante, assicurando, allo stesso tempo, il massimo comfort acustico.

Come risponde Armstrong Building Products alla crescente richiesta di maggiore personalizzazione da parte dei professionisti del settore?

Armstrong Building Products è pronta ad accogliere qualunque sfida arrivi dal mercato e, per far ciò, ha potenziato gli investimenti, non solo nella ricerca e sviluppo di soluzioni sempre più “custom”, ma anche nella creazione di un team di specialisti, altamente qualificati, dedicati proprio a seguire tutti i progetti a elevato livello di personalizzazione, definiti “Architecture Specialist”. I tecnici Armstrong, dunque, lavorano a “quattro mani” con i singoli architetti per conferire un imprinting stilistico alle loro creazioni e affinché possano trovare in Armstrong un partner di fiducia a cui poter sempre far riferimento.

Verso quali nuove sfide vi state orientando per il futuro?

Sicuramente, il nostro obiettivo è quello di continuare a crescere nel segmento dei soffitti personalizzati senza, ovviamente, tralasciare le soluzioni standard che continuano ad avere un grande successo nel mercato. La maggior parte delle nostre gamme in minerale, infatti, ha ottenuto alcune delle certificazioni ambientali più importanti al mondo, tra cui il Leed e il Cradle to Cradle. Sono soluzioni riciclabili e permettono di scegliere tra una vasta gamma di finiture e di dettaglio bordi, con cui creare infinite combinazioni di soffitto. Importanti novità riguarderanno anche l’antisismica, per cui Armstrong sta lavorando al fianco anche di alcune prestigiose università, ma di cui, per il momento, non possiamo anticipare ulteriori dettagli.

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