Barbara Labate di ReStore: conquistare i consumatori on line è una questione di strategia

Barbara Labate di ReStore: conquistare i consumatori on line è una questione di strategia

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ReStore, azienda leader in Italia nel settore dell’e-commerce per la grande distribuzione, aiuta, da un lato, il consumatore a risparmiare tempo e denaro e, dall’altro, i retailer e i brand ad analizzare i prezzi e i comportamenti dei clienti.

Ne abbiamo parlato con Barbara Labate, CEO di ReStore, che ci ha illustrato i servizi e i vantaggi offerti dall’azienda.

Da quanti anni esiste ReStore e, nello specifico, di cosa si occupa?

ReStore è nata nel 2014 dall’esperienza maturata con il lancio dell’e-commerce di Carrefour. ReStore è, infatti, una piattaforma e-commerce per la grande distribuzione italiana che permette, anche partendo da zero, alle aziende di andare on line in meno di tre mesi con un proprio sito e/o con una propria app fornendo anche un back-office per la gestione degli ordini.

Acquisti grocery on line in Italia: fino a poco tempo fa, i dati ci davano tra i Paesi fanalino di coda in Europa. Qual è la situazione attuale?

Purtroppo, l’Italia è ancora ultima in Europa, ma il trend sta cambiando. Gli acquisti aumentano del 35% mediamente in un anno. Secondo le previsioni, entro i prossimi 3 anni, il 4/6% del fatturato del settore grocery nel nostro Paese deriverà dall’e-commerce.

Qual è il profilo del consumatore “medio” e quali strategie risultano più efficaci per conquistarlo?

L’utente che effettua la spesa dal proprio PC o smartphone spende mediamente 4 volte di più di chi continua a recarsi fisicamente negli store tradizionali. Il 42% dei clienti on line sono persone “in carriera”, alto-spendenti e per il 28% acquistano prodotti legati al benessere personale. Quindi, un profilo decisamente differente da quello del consumatore “tradizionale”. Inoltre, il cliente digitale non vuole perdere tempo e la tendenza è confermata anche nel settore grocery: impiega mediamente 30 minuti per inserire i prodotti nel carrello virtuale e solo 1 minuto e 30 secondi per effettuare il check-out.
La strategia migliore è offrire un servizio di qualità che soddisfi le elevate aspettative dei clienti: facilità di fruizione del sito, profondità di assortimento, puntualità della consegna, facilità nel check-out, possibilità di pagamento on line e integrazione con i diversi programmi di fidelizzazione per i clienti.

Dal punto di vista pratico, che tipo di supporto fornite alle aziende della GDO?

Forniamo un servizio chiavi in mano che comporti il minor sforzo possibile per il reparto IT dei nostri clienti. In sintesi, chiediamo di fornirci solo un flusso contenente stock, promo e prezzi e noi facciamo il resto: immagini, schede prodotto, sito web e app, pannello di back-office per la gestione dell’ordine e, se richiesto, anche soluzione di picking and delivery che rappresenta ancora uno scoglio per chi si affaccia per la prima volta nel settore e-commerce. Inoltre, forniamo anche supporto per la definizione del business plan, della comunicazione con i media e per la pianificazione del budget pubblicitario. Tutti elementi fondamentali per la buona riuscita del passaggio al mondo e-commerce. Insomma, un unico partner che copre a 360 gradi le necessità del cliente.

A 40 anni, lei è CEO di un’azienda pioniera dell’e-commerce, è risultata tra le 50 donne più influenti della tecnologia europea e tra le 100 migliori imprenditrici d’Europa. Un profilo di tutto rispetto in un Paese in cui molte donne lamentano ancora forti discriminazioni in ambito lavorativo…

Credo fortemente che ognuno di noi sia artefice del proprio destino quando parliamo di realtà evolute. Personalmente, non ho mai affrontato discriminazioni, né notato comportamenti diversi in quanto donna. È vero, però, che le donne non sono molto brave a far squadra e che in questo settore numericamente siamo molto poche, sia nei convegni che nelle postazioni di comando. Mi auguro che questo trend possa cambiare e che sempre più donne decidano di mettersi in gioco senza timore anche in settori a prevalenza maschile come quello dell’e-commerce.

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