Bolla digitale: come la crescita del mobile commerce ha aggiunto complessità alla protezione del brand on line

Bolla digitale: come la crescita del mobile commerce ha aggiunto complessità alla protezione del brand on line

Vota questo articolo
(1 Vota)

L’utilizzo degli smartphone, al giorno d’oggi, va ben oltre l’invio di messaggi e chiamate. Più dell’80% delle persone preferisce fare acquisti, cercare prodotti, confrontare prezzi e localizzare negozi, tramite cellulare piuttosto che dal computer, contribuendo così alla rapida crescita del mobile commerce (o m-commerce), le cui entrate arriveranno a sfiorare i 669 miliardi di dollari nel 2018.

Il problema è che, mentre alcuni brand si stanno ancora adeguando al cambiamento, i contraffattori stanno già sfruttando questo canale al massimo del suo potenziale, ingannando consumatori su larga scala. È un contesto nuovo per ogni business, che presenta diversi ostacoli, specialmente per quanto riguarda la protezione del brand. L’introduzione di App e marketplace dedicati a dispositivi mobili rappresenta una sfida particolare. Alcuni articoli potrebbero essere disponibili solo su marketplace specifici per dispositivi mobili o viceversa, il che significa che i brand devono estendere il monitoraggio a più canali e punti di contatto per proteggersi adeguatamente.

Inoltre, stiamo assistendo a una netta fusione tra social e mobile commerce sotto forma di marketplace locali che vengono utilizzati per vendere prodotti/servizi entro distanze estremamente ridotte e, quindi, difficili da gestire per le grandi organizzazioni. Questi marketplace incoraggiano anche la messaggistica diretta tra l’acquirente e il venditore, il che rende quasi impossibile per i brand monitorare e identificare i contraffattori.

Limitare le sfide alle questioni sopra specificate significherebbe sottovalutare molti altri problemi di vecchia data che non possono essere ignorati. Per esempio, il solo cercare di rimanere aggiornati sull’enorme afflusso di nuove App rese disponibili ogni giorno può richiedere tempo e risorse. Con così tanti canali e punti di contatto che si sovrappongono all’interno dell’ecosistema digitale per facilitare e promuovere l’esperienza di acquisto on line, non è mai stato così importante per i titolari di brand scegliere un approccio completo alla protezione del brand. Non viviamo più in un mondo in cui un monitoraggio monocanale può essere efficace. È necessario mettere a punto una strategia che consideri tutti i canali digitali per ogni dispositivo e sistema.

In MarkMonitor, suggeriamo ai nostri clienti una serie di linee guida per rafforzare la protezione del marchio nel panorama del mobile commerce. In primo luogo, bisogna assicurarsi di essere proattivi nel monitorare, identificare e intraprendere le azioni necessarie, sfruttando la tecnologia. È indispensabile identificare i contraffattori più attivi e dare la priorità a quelli che causano il danno maggiore al brand. Si dovrebbero anche educare i consumatori e aiutarli a prendere consapevolezza del problema, indirizzandoli verso siti in cui poter acquistare prodotti legittimi. Per quanto riguarda i consumatori, ci sono diversi consigli che possono aiutarli a proteggersi. Prima di tutto, se un prezzo sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è.

Gli acquirenti dovrebbero evitare gli sconti esagerati e fare sempre attenzione quando si utilizzano termini di ricerca come “saldi” o “sconto”, controllando sempre, dove è possibile, di acquistare articoli legittimi. Alcuni brand, per esempio, pubblicano le liste dei venditori e dei canali autorizzati. Infine, in caso di dubbio, è fondamentale che il consumatore legga sempre le recensioni per avere una valutazione sul prodotto e per assicurarsi che non ci siano feed-back negativi.

Consuelo Michetti
Regional Account Manager di MarkMonitor, un brand di Clarivate Analytics
(www.markmonitor.it)

Slide background

PUBLISHING

4.0

MEDIA

experience