Lanciata da Axitea la soluzione Identity Protection

Lanciata da Axitea la soluzione Identity Protection

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In un mondo sempre più digitale e più connesso, in cui le transazioni con carta di credito e la condivisione di informazioni sensibili via Internet sono la regola, nessuno ha la certezza che i propri dati quindi, la propria identità digitale sia veramente al sicuro. Anche nel nostro Paese, il fenomeno non ha tardato a manifestarsi: sono già 16 milioni gli italiani vittime di frodi informatiche e, in particolare, di furto dei dati.

In tale ambito, Axitea, Global Security Provider italiano, ha lanciato il servizio Identity Protection: rivolto a privati e ad aziende, permette di monitorare la presenza di dati sensibili anche nel dark web.

Difatti, ogni volta che dati riferiti a credenziali di accesso, carte di credito o documenti di identità (relativi a privati o aziende) vengono sottratti dai cybercriminali, Axitea avverte sollecitamente il soggetto interessato, offrendo il supporto necessario ad affrontare la situazione, indicando quali azioni correttive intraprendere e aiutando il malcapitato a rimuovere i dati da Internet nel caso siano stati resi pubblici (public web) o, addirittura, venduti al mercato nero (dark web).

Il servizio Identity Protection adotta un approccio olistico che prevede tre fasi di intervento per fronteggiare i rischi informatici: una di prevenzione (con strumenti che aiutano il cliente a essere più consapevole delle minacce e a proteggere i propri dati on line), una di rilevamento (che assicura un monitoraggio di public web, dark web e social network per individuare rischi di diffusione, compromissione ed esposizione dei dati personali) e, infine, una di risoluzione (la cui gestione è affidata ad operatori specializzati che forniscono consulenza e supporto alle vittime di frodi informatiche e furti di identità).

Nico Paciello, Marketing & Communication Manager di Axitea, dichiara: “I furti di identità sono sempre più frequenti e con il nostro servizio Identity Protection vogliamo contribuire a porre un freno a questo trend. La soluzione consente di mitigare i rischi informatici di privati e aziende. Le informazioni non risiedono solo nei sistemi informativi aziendali, che possono essere anche discretamente protetti, ma il data breach può avvenire su siti di terzi dove si trovano le informazioni. Per questo, è necessario uno strumento in grado di generare un alert se le informazioni presenti su siti di terzi sono state violate e rivendute nel dark web”.

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